Microimprese : frenano i prestiti

novembre 28, 2008

Allenta la crescita dei prestiti erogati alle Microimprese, ovvero le aziende con meno di 10 dipendenti e/o 2,5 milioni di euro di fatturato, “a riconferma di un calo della domanda di credito da parte delle microimprese”. Così “lo sfavorevole andamento congiunturale, verificatosi a partire dal 2007, ha colpito anche il segmento Small Business del mercato, solito reagire sempre con un lieve ritardo ai segnali provenienti dall’andamento economico e produttivo nazionale”. È quanto emerge dalla 12esima edizione dell’Osservatorio sulla Finanza per i Piccoli operatori economici (Poe), frutto della collaborazione tra Crif Decision Solutions e Nomisma.
La brusca frenata della crescita agli impieghi delle piccole imprese, è attribuibile principalmente al rallentamento della domanda dovuto al clima congiunturale negativo.
Le imprese fanno nuovi investimenti con maggior cautela, e da parte della banche si delinea maggior attenzione alla selezione e alla qualità del credito erogato.
Lo studio fa emergere inoltre un peggioramento dei livelli di rischiosità del portafoglio crediti erogato alle piccole e micro imprese : a giugno 2008 infatti il tasso di sofferenza verso quest’ultime si attesta al 4,9 % in aumento di 50 punti base.
I tassi di insolvenza leggera e grave si attestano rispettivamente al 4% e all’1,8 %, con una lieve tendenza al rialzo.

Quanto all’analisi territoriale, Crif e Nomisma sottolineano che, pur in un contesto di generale flessione degli investimenti, nel 2008 sono i Poe localizzati al nord-ovest, al nord-est e al centro Italia a registrare una maggiore flessione, rispettivamente pari a -8,7 per cento, -8,2 per cento e -8,9 per cento. Al contrario, le microimprese del sud, più ancorate alle dinamiche locali, restano sostanzialmente stabili (-1 per cento). Prendendo invece in considerazione il livello di affidabilità legata alla rischiosità aziendale, nel 2008 i Poe del centro-nord mostrano livelli di rischio più contenuti (intorno al 40 per cento) rispetto agli operatori del meridione che mostrano un livello di rischio complessivamente più alto, pari al 52,5 per cento.
Per quanto riguarda il rischio di credito, i tassi di sofferenza (almeno 6 rate scadute e non pagate), dopo il lieve miglioramento registrato nelle diverse macroaree territoriali verso la fine del 2007, hanno invertito la tendenza evidenziando un costante seppur lieve peggioramento nel corso del 2008. In questo caso, è l’area sud e isole a restare la meno virtuosa, con un tasso di sofferenza che a giugno 2008 si attesta al 5,6 per cento, seguita dall’area centro (5,2 per cento) e da nord-ovest e nord-est (che sono invece pressoché allineati sul 4,3 per cento).
Da un punto di vista settoriale, infine, l’indagine di bilancio dell’Osservatorio sui Poe evidenzia come la maggior parte dei settori mostri una vulnerabilità finanziaria medio – alta e una redditività praticamente stabile. Rispetto all’anno precedente, sono in particolare i comparti dell’alimentare, del tessile, dell’abbigliamento, della lavorazione di minerali non metalliferi, della stampa ed editoria, dei servizi privati e dei trasporti terrestri a evidenziare una criticità nelle prospettive economiche e reddituali e un livello di vulnerabilità finanziaria a breve termine medio – alta. Nessun settore economico può essere considerato “affidabile” o “di interesse” in corso d’anno.

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