Truffe : c/c online come evitare di cadere in trappola

novembre 28, 2008

La Confconsumatori, a seguito delle sempre più numerose segnalazioni di utenti che ricevono, al proprio indirizzo di posta elettronica, e – mail recanti i loghi contraffatti di Istituti di credito e di primarie aziende, contenenti la richiesta di dati personali e riservati, ha redatto un vademecum per i consumatori al fine di difendersi dal phishing.
Il mercato dell’home banking  oggi è in continua crescita: in Italia sono circa 12 milioni i conti abilitati ad operare via internet, e di questi 8 milioni sono utilizzati frequentemente. A favorire la crescita, i costi ridotti “all’osso” e la facilità/libertà nella consultazione del proprio “tesoretto”, ma ci sono anche degli aspetti negativi, come il crescente aumento delle truffe telematiche, con furti di password e codici segreti  (il famigerato “phishing”).
Proprio per affrontare il problema e incoraggiare i clienti ad accedere ai servizi via internet, l’Abi ha promosso un vademecum di 12 consigli pratici per tutelare i clienti di fronte alle truffe.

I consigli di Palazzo Altieri contro il phishing cominciano dalla difesa del computer da sguardi indiscreti. Si tratta di mantenere aggiornati i software di protezione (antivirus e antispyware), effettuando scansioni periodiche; di aggiornare costantemente il sistema operativo usando soltanto patches ufficiali; proteggere il traffico in entrata e in uscita dal computer con programmi di filtraggio dei dati (firewall ). Diffidare di qualunque richiesta di dati relativi a carte di pagamento, chiavi di accesso all’home banking o altre informazioni personali. La banca non chiederà mai queste informazioni via e-mail. Per connettersi al sito della  banca, scrivere direttamente l’indirizzo nella barra di navigazione. Non cliccare su link presenti in e-mail sospette che potrebbero condurre a siti contraffatti, molto simili all’originale.  Controllare regolarmente le movimentazioni del  conto corrente per assicurarti che le transazioni riportate siano quelle realmente effettuate. Diffidare di qualsiasi messaggio  (di posta elettronica, siti web, contatti di instant messaging, chat o peer-to-peer) che  inviti a scaricare programmi o documenti dei quali si ignori la provenienza.
Per finire, l’Abi sottolinea l’importanza di controllare eventuali anomalie rispetto alle abituali modalità di inserimento dei dati personali sul sito di home banking. D’altronde, Internet è un po’ come il mondo reale: come nessuno darebbe a uno sconosciuto il codice pin del bancomat, allo stesso modo non vanno forniti i dati personali senza essere sicuri dell’identità di chi li sta chiedendo.

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