Bonus energia geotermica e rottamazione
dicembre 17, 2008
Una recente decisione dell’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione degli operatori del settore energetico una serie di ragguagli in materia di agevolazioni fiscali, le condizioni per accedervi, la produzione e il consumo di calore geotermico. Il credito d’imposta, secondo i dettami dell’Agenzia, è adesso fissato a 20 centesimi per ogni Kilowatt\orario prodotto in calore, e fornito agli impianti di riscaldamento alimentati a energia geotermica, deve essere riconosciuto per intero al calore fornito. Non solo: taglie soglia deve essere estesa anche agli impianti “misti”, alimentati cioè non solo dal calore geotermico ma anche da altre fonti, a condizione che questi impianti siano però finalizzati al solo riscaldamento dell’acqua domestica. Per il pieno riconoscimento di questa agevolazione fiscale detraibile e prevista già da anni or sono grazie alla legge 444/1998, l’agenzia ha anche fissato il rispetto di due condizioni essenziali riferite alla temperatura minima del fluido geotermico pari a 40 gradi e al ”primato” del calore geotermico rispetto all’intervento aggiuntivo.
Il credito d’ imposta non può essere piuttosto accreditato al calore fornito da caldaie ausiliarie o di integrazione alimentate da altre fonti ma purtroppo necessarie per fronteggiare eventi straordinari ed imprevisti come fermate dell’ impianto geotermico o eccesso di domanda di calore. Attualmente, il bonus energia copre il 55% delle ristrutturazioni edilizie, ma dovrebbe scendere fino al 40-45% come previsto dal decreto anticrisi e con effetto retroattivo. Il provvedimento riguarderà poi soprattutto le famiglie più numerose, con 4 o più figli nel nucleo familiare, per estendere il raggio d’azione degli ammortizzatori sociali e a correggere le misure sull’Iva e sui controlli fiscali. Il governo sul bonus energia ha introdotto dei correttivi da aggiungere al decreto; si opta per la rinuncia alla retroattività dell’ecobonus, ma anche il via libera alla cancellazione del principio del silenzio-rifiuto e al mantenimento del credito d’imposta in versione automatica, benché in una forma più contenuta. Unica riserva è che l’operazione dovrà essere compatibile con i vincoli di bilancio, ma anche così non manca una certa insicurezza circa la ricollocazione dell’agevolazione. Sugli incentivi che riguardano la rottamazione, il governo afferma che l’unica strada da percorrere è quella europea. Ma di questo argomento si discuterà ancora in Parlamento il 18 dicembre.
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