Edilizia popolare a Roma
dicembre 20, 2008
Il Ministro della Funzione pubblica e dell’Innovazione Renato Brunetta, ha dato al presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo e al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, questa mattina nel corso del colloquio generale di Federlazio un consiglio: Roma deve puntare sulla vendita delle case pubbliche e sulla loro manutenzione perché con questi due atti si può contrastare la crisi. Con la vendita delle case pubbliche, con prezzo capitalizzato a venti anni, sarebbe così possibile circa venti-trenta miliardi di euro, che non sono di Tremonti, ma di proprietà delle Regioni e dei Comuni che possono essere riutilizzati nell’housing. Vendendo le case appartenute all’ex-Iacp e quelle comunali, secondo Brunetta ci si potrà appropriare di un patrimonio altrimenti “morto”, che crea solo spese piuttosto che rendite e che al momento è occupato abusivamente.
Il problema delle case a Roma riguarda circa 300mila persone; persone che non possono sostenere il peso di un mutuo o di un affitto. Si punta quindi all’introduzione del social housing e del mutuo sociale. La graduatoria per le case popolari è di 36mila famiglie a fronte di mille assegnazioni l’anno. Ci sono a disposizione 500 milioni di euro nei prossimi tre anni per fare nuove case popolari o acquistare abitazioni sul mercato. Le prime assegnazioni verranno effettuate entro l’estate. Il problema di realizzare case a basso costo spesso riguarda il prezzo delle aree edificabili, e delle spese per accettarsi della loro edificabilità in sicurezza. Molte di queste aree sono pubbliche, altre potranno essere acquistate attraverso il meccanismo della cubatura compensativa. C’è il tentativo di fornire ai costruttori aree che costino zero ma con case che siano per il 50% ad affitto convenzionato attorno ai 350-400 euro al mese e per il 50% in vendita a prezzi concordati pari a 1.800-2.000 euro al mq, per renderle vendibili ed acquistabili da parte dei ceti sociali più svantaggiati e da parte del “ceto medio”. C’è al vaglio anche un mutuo sociale pensato per i precari e per i giovani.
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