I fondi dell’Unione Europea per aiutare le famiglie

dicembre 20, 2008

Il 2009 sarà un anno terribile sul fronte occupazionale, negli Stati Uniti, in Europa ed in Italia; nell’attesa che la recessione economica tocchi il suo punto più basso, la Confindustria in Italia ha già lanciato l’allarme, stimando nell’arco di pochi mesi la perdita di ben 600 mila posti di lavoro, con ripercussioni pesanti e negative per milioni di famiglie.
La Commissione Europea affrontando la situazione,  a tal proposito,  varato un piano per uscire dalla crisi economica che sta attanagliando l’Europa e rischia, guardando quello che sta succedendo negli Stati Uniti, di far perdere centinaia di migliaia di posti di lavoro se non si interviene prontamente. Poiché gli interventi previsti dal piano dell’Unione Europea sono importanti e, benché improntati in alcuni casi nel breve periodo, possono avere ripercussioni nel medio – lungo termine, è importante che sia noti a tutti, anche per evitare alibi governativi.

La Commissione Europea raccomanda agli stati membri di usare il supporto finanziario fornito al settore bancario per incoraggiare il ritorno alle normali attività di prestito e per assicurare che i tagli di tassi di interesse operati dalla Banca Centrale Europea siano passati a coloro che chiedono prestiti. La Commissione si pone compito di monitorare gli impatti economici e alla competizione delle misure prese a supporto del settore bancario.
La Commissione Europea inoltre, propone interventi integrati sia per contribuire allo stimolo fiscale, assistendo quindi gli Stati Membri nell’implementazione delle loro politiche, che per migliorare le condizioni strutturali per gli investimenti futuri, ridurre i carichi amministrativi e accelerare l’innovazione. Le implicazioni finanziarie di tali interventi devono tener conto di quanto indicato nelle politiche finanziarie. Le azioni che la Commissione propone si basano sui seguenti principi:

  • Proteggere l’occupazione e promuovere l’imprenditorialità.
  • Investire nel futuro

Il nostro Governo invece,  con il piano anticrisi ha già stanziato oltre un miliardo di euro per la cassa integrazione “in deroga”, che viene concessa anche a quei lavoratori che in teoria non ne avrebbero diritto; ma la gravità della situazione comporterà, secondo quanto anticipato dal ministro Tremonti, l’accesso ai fondi dell’Unione Europea contro la disoccupazione al fine di avere maggiori risorse per aiutare i lavoratori che perdono il proprio posto di lavoro.  Nello specifico, si punta a sfruttare i fondi di coesione europei a sostegno dell’occupazione incrementando la dote destinata agli ammortizzatori sociali. Questo perchè, tra l’altro, oltre a milioni di lavoratori a tempo indeterminato che rischiano la cassa integrazione, ci sono anche altri milioni di lavoratori a tempo determinato, interinali e con collaborazioni a progetto cui non verrà rinnovato il contratto; ma già centinaia di migliaia di questi sono stati espulsi a causa della crisi fuori dal mondo del lavoro.

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