Mutui : convenzioni Abi – Tesoro
dicembre 20, 2008
Alla fine di novembre, sono stati circa 50 mila i clienti che hanno deciso di sfruttare le opportunità di rinegoziazione della convenzione tra il ministero dell’Economia e l’associazione bancaria italiana. È il dato che arriva direttamente dall’Abi, che oggi ha fornito i numeri relativi all’andamento delle operazioni definite nell’ambito della convenzione creata appositamente per le famiglie alle prese con un mutuo a tasso variabile. “Il controvalore dei mutui rinegoziati con tale modalità è pari a oltre 5 miliardi di euro – spiega l’Abi – Al raggiungimento di questo obiettivo ha contribuito il 92,22 per cento del sistema bancario in termini di sportelli sul territorio che hanno aderito alla convenzione, informato 2 milioni di clienti e gestito 107 mila contatti”. Pertanto, sottolinea l’associazione guidata da Corrado Faissola, “appare raggiunto il risultato atteso di un’iniziativa pensata per dare sostegno alle famiglie in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo a causa dell’andamento dei tassi di interesse sui mercati finanziari internazionali”.
Le 50 mila famiglie beneficiarie, fissando l’importo della rata al valore determinato dai tassi nel 2006, hanno potuto stabilizzare le proprie uscite mensili, senza però rinunciare alle opportunità di risparmio derivanti dagli eventuali andamenti favorevoli dei tassi di interesse per il prossimo futuro”.
Alle 50 mila famiglie che hanno optato per la rinegoziazione in base alla convenzione tra l’Abi e il ministero dell’Economia, vanno aggiunte anche le circa 130 mila operazioni di rinegoziazione individuale effettuate a partire dal 2007 e le oltre 15 mila operazioni di portabilità realizzate da giugno 2008. “Ciò significa che dall’inizio della crisi dei mercati finanziari – conclude l’Abi – circa 195 mila famiglie hanno trovato una soluzione adeguata al proprio mutuo cogliendo le varie opportunità presenti sul mercato”.
Il 2009, però, sarà un anno difficile, ha detto ancora, Corrado Faissola, presidente dell’Abi, al termine del comitato esecutivo dell’associazione. «Le difficoltà saranno nel riuscire a sostenere l’economia, contenere le perdite su crediti e realizzare una redditività che, per quanto più modesta, non porti alla disaffezione degli azionisti», ha detto Faissola, auspicando inoltre che il governo abbia «attenzione» alla deducibilità per le banche delle perdite su crediti.
Dopo un 2008 segnato dalla «Robin Hood Tax» su banche e aziende energetiche, «vorrei essere certo – ha detto il presidente – che il governo non voglia fare interventi di aumento della pressione fiscale sulle nostre aziende».
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