Risparmio energetico col nucleare
dicembre 16, 2008
Nuove centrali nucleari in Italia: è questo uno dei provvedimenti che il Governo vuole varare per il risparmio energetico e le crisi petrolifere che fanno lievitare i prezzi del carburante e dei trasporti. Le centrali saranno di nuova concezione, dell’ultima generazione, e dovrebbero liberare dal gas e dal petrolio. Da parte dell’Enel, giunge un’accoglienza positiva, e la conversione potrebbe avvenire in soli cinque anni. Il Ministro dello Sviluppo Scajola lo diceva già a maggio all’assemblea di Confindustria; questo provvedimento servirà a far abbassare i prezzi dei carburanti al momento più diffusi e liberando l’Italia dalla dipendenza di importazione di materie prime in tal senso. Saranno così necessari nuovi investimenti in infrastrutture e quindi nuove spese, prelevando denaro dalle casse dello stato. Probabilmente, data la congiuntura economica mondiale, non è questo il periodo più adatto per tali investimenti.
Se tutto andasse bene, le famiglie che utilizzerebbero l’energia nucleare per i loro bisogni avrebbero un risparmio di circa il 20% sull’attuale prezzo di petrolio e gas naturale nella bolletta. Già oggi il 20% dell’energia importata dall’Italia proviene da centrali nucleari localizzate per esempio in Francia e Svizzera, per un totale di circa 60 milioni di kilowatt\ora importati ogni anno. Per rimpiazzare questa cifra, sarebbe necessario un numero di cinque centrali nucleari sparse per il territorio italiano in grado di produrre circa 1600megawatt ognuna. Con un 20% di nucleare, un 30% da fonti rinnovabili, un 30% da carbone pulito e il resto da gas, per garantire flessibilità al sistema, avremmo il mix produttivo migliore possibile e più economico dell’attuale. E molta meno CO2. Il costo variabile di produzione (quello dato dal combustibile) è drasticamente più basso che con le altre fonti. Il problema principale, non considerato però, è quello della sicurezza delle centrali e inoltre, a pari livello, quello dello smaltimento dei rifiuti tossici. Nessuno vorrebbe trovarsi in una nuova Chernobyl e, per chi ha preso visione anche solo al cinema dei traffici illeciti che circondano le scorie radioattive, nessuno vorrebbe prendervi parte o sperare che ciò accada proprio dietro casa sua.
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