Sconti e promozioni ache al ristorante
dicembre 20, 2008
L’iniziativa della FIPE, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, permettere ai consumatori di andare al ristorante durante le festività natalizie potendo usufruire di sconti e promozioni, dovrebbe essere seguita anche da tutti gli altri operatori economici, a partire dalle trattorie, pub e birrerie. Tante sono le idee lanciate dagli esercenti per offrire la possibilità di trascorrere una giornata all’insegna della tradizione anche in questi giorni di congiuntura sfavorevole. C’è per esempio chi effettua sconti sulle prenotazioni in anticipo, ma c’è anche chi spinge a proporre prezzi dimezzati per i ragazzi entro i dodici anni.
Idee che sembrano essere state apprezzate dai consumatori soprattutto nelle città di provincia dove si registra già il tutto esaurito. È quanto emerge dall’indagine di Natale predisposta dal centro studi di Fipe, la Federazione dei pubblici esercizi, per capire andamenti e comportamenti dei ristoratori e dei consumatori per le feste del 2008. La scelta del locale non sarà difficile. Rispetto allo scorso anno, infatti, resteranno aperti circa 53.000 ristoranti (il 72,4% del totale), il 2,8% in più rispetto all’anno scorso. Secondo il parere degli esercenti, il numero delle persone che il giorno di Natale pranzerà al ristorante subirà una flessione sul 2007 di circa l’1,5%. In tutto a frequentare il ristorante saranno poco meno di 5 milioni di clienti. Le aspettative dei ristoratori risentono, anche se in modo contenuto, della congiuntura. Il 60% si aspetta un Natale come il precedente, il 30% prevede un Natale più modesto rispetto al 2007, mentre per il 10% i risultati attesi sono di crescita. Di fronte a uno scenario simile, i ristoratori cercano di riproporre l’atmosfera della casa anche nel ristorante, di contenere i prezzi riscoprendo il valore delle tante specie di pesce azzurro e dei piatti con prodotti stagionali e della tradizione, difficilmente riproponibili a casa, innaffiati da un vino o da uno spumante nazionale. Prevale il menu tutto compreso, mentre in un ristorante su dieci i clienti potranno scegliere alla carta. Non mancheranno, infatti, le offerte “esclusive” con prodotti costosi o di importazione destinate ad una ristrettissima fascia della popolazione. L’Associazione Adoc, al momento, non rileva alcun impegno nel settore degli alimentari dove i prezzi continuano ad essere troppo alti; per rilanciare l’economia italiana, infatti, servirebbero ribassi sui prezzi dei generi di prima necessità compresi tra il 15 ed il 30%. L’Adoc, che si è dichiarata pronta a sostenere le iniziative del comparto della ristorazione nel mantenere bassi i prezzi, chiede allo stesso modo un impegno da parte del Governo in materia di contenimento delle tariffe e del carovita al fine di rilanciare la nostra economia in una fase congiunturale mai così difficile da decenni.
Vuoi dire la tua?



