Prestiti e studio
gennaio 30, 2009
Il mondo del credito al consumo, oramai investe tutti gli ambiti della vita sociale: professionale, quotidiana, ludica, domestica, e via discorrendo gli ambiti relazionali delle persona. Il consumo, infatti, investe ormai ogni attività umana e la penuria di credito e liquidità, sostenuta da una economia reale e finanziaria che non riesce a stare dietro alle molteplici esigenze dei cittadini contribuenti, ha fatto si che un settore del mercato, desse a questa situazione di difficoltà, una spinta verso un maggiore consumo, investito, secondo gli ultimi dati, da crisi ormai perenni.
Si chiede quindi il prestito per comprare l’elettrodomestico, per pagare l’automobile o il motorino, per andare in vacanza e comprare il cellulare di ultima generazione, per organizzare una festa di compleanno o il proprio matrimonio, nonché per farsi belli nel più sofisticato salone di bellezza. Ma si chiede il prestito addirittura per curarsi, emigrare o studiare, sottolineando come il mondo del credito al consumo abbia investito sia ambiti di primaria importanza come la casa e i beni necessari ad arredarla, ma anche beni ludici come la vacanza e le cure estetiche. Ma cosa più importante è sottolineare come il mondo dei prestiti abbia conquistato settori di primaria importanza per quanto riguarda l’esistenza personale e la dignità umana: lo studio, la medicina, il diritto al lavoro. Le iniziative per gli studenti, infatti, si sono ultimamente moltiplicate, così gli istituti bancari e creditizi, hanno immesso nel mercato dei finanziamenti, prodotti specifici per gli studenti, che vanno ben al di là dei prestiti a fondo perduto concessi dagli enti per il diritto allo studio, che sempre meno riescono a sopperire alla mancanza di fondi, strutture e organizzazione dell’Università pubblica italiana: pubblica, è vero, ma molto cara, sopratutto per quel milione di studenti che non riesce e non può rimanere nella propria città per realizzare gli studi adatti alle proprie potenzialità. Le città sono sempre più care, gli affitti aumentano ogni giorno mentre la disponibilità di alloggi più o meno gratuiti è sempre inferiore alla domanda. Con lo sforzo degli enti regionali, e anche del ministero preposto per il diritto allo studio e le politiche giovanili (ormai da qualche anno, interessando trasversalmente le fazioni politiche), molti istituti creditizi e banche, quindi, concedono agli studenti, con garanzie extra-personali, prestiti finalizzati allo studio, con tassi agevolati e meccanismi di ritorno particolarmente vantaggiosi. Sempre e comunque gestiti dal mercato, che trova nel diritto allo studio, un ulteriore processo di allargamento e influenza sulla vita sociale e culturale. Dopo gli illustri esperimenti dei prestiti dell’Università di Bologna e della Regione Marche, anche la regione Toscana ha deciso di intraprendere questa strada. Quella cioè dei prestiti fiduciari agli studenti universitari. Così, in una formula che sta a metà tra i fondi per il diritto allo studio e quella del credito al consumo finalizzato, l’azienda per il diritto allo studio universitario ha pubblicato il relativo bando per la concessione dei prestiti a studenti, dottorandi e specializzandi: un po’ come avviene da sempre negli Stati Uniti. I fondi, però, saranno assistiti da uno strumento (fondo, per l’appunto) di garanzia istituito dalla Regione per un totale di oltre 710 mila euro. Questo vuol dire, pertanto, che non saranno richieste dalle banche ulteriori garanzie personali o familiari. ”Si tratta di un intervento del tutto nuovo – ha spiegato l’assessore all’istruzione Gianfranco Simoncini – che si affianca a quelli più tradizionali delle borse di studio [...] per ampliare le opportunità degli studenti di proseguire” il proprio cammino.
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