Agevolazioni per comprare l’auto e non solo

febbraio 8, 2009

«Il rischio che 60.000 lavoratori del comparto auto, in Italia, restino a casa, se non ci sarà un intervento del governo, è reale». Con questa dichiarazione il delegato amministrativo della Fiat, la principale azienda del settore italiana, ha fatto tremate non solo le borse di tutta Europa ma anche le aspettative dell’intero comparto industriale italiano, almeno quello che ruota attorno al comparto dell’automobile, che in Italia è molto sostanzioso, considerando ovviamente tutto l’indotto che vi ruota attorno.

Ma a conferma della negatività di tutto il settore ci avevano già pensato i dati ufficiali che nelle ultime settimane erano stati pubblicati per quanto riguarda sia la produzione nel settore che – ed ovviamente – le vendite e quindi i consumi. Per cui come un cane che si morde la coda, l’industria auto italiana e internazionale ha dato vita a un profondo clima di sfiducia all’intero comparto industriale direttamente collegato a quello della metallurgia pesante e delle nuove tecnologie.
Si pensi, oltretutto, alla profonda crisi che ha investito negli ultimi mesi prima il colosso americano che sembrava intoccabile, cioè la General Motors, che di Fiat, ora diventerà partner commerciale e industriale; ma si pensi anche alla più recente crisi di Toyota che è stata vittima oltre che della crisi economico-commerciale del settore, anche di un inconveniente tecnico-industriale, che ha costretto la casa giapponese a ritirare vari modelli dal mercato europeo per una imperfezione tecnica, con danni economici inimmaginabili). In tutto questo marasma la risposta politica si è fatta attendere poco, e all’interno dei vari provvedimenti ormai definiti come “anti crisi”, il governo ha appena approvato un decreto “salva consumi” che prevede, tra le altre cose, gli incentivi per l’acquisto degli autoveicoli oltre che degli elettrodomestici e dei mobili, con l’intento di ridare slancio a dei settori profondamente provati dalla crisi dei consumi provocata a sua volta dall’inflazione (che pare si sia momentaneamente bloccata) e dall’aumento spropositato del costo del denaro e quindi dalla mancanza di liquidità.
Così, per chi rottama una vecchia autovettura, avrà diritto ad un bonus di 1.500 euro (continuando però a pagare il bollo, eventualmente “trasferito”), mentre a 500 euro ammonta quello previsto per chi compra uno scooter. Il bonus per l’auto, nello specifico, è dato a chi rottama automobili immatricolate prima della fine del 1999 per poi acquistarne una Euro 4 e quindi anche Euro 5.
Mentre per i motorini l’acquisto, per avere il bonus, deve essere fatto in favore di un Euro 3 (con cilindrata massima che non deve superare i 400 centimetri cubici), rottamando però un Euro 0 o un Euro 1. Prevista poi la detrazione fiscale fino a ben 2 mila euro se si acquistano elettrodomestici e mobili inseriti però in una operazione di ristrutturazione edilizia. In particolare, in questi casi, si può detrarre il 20% dell’Irpef (l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche), qualora le domande di ristrutturazione siano state avviate dal primo luglio del 2008 in poi.

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