Agevolazioni per il trasporto pubblico

febbraio 24, 2009

Più autobus per tutti. E non solo, ma anche treni, tram, metropolitane.  La finanziaria ha disposto una serie di emendamenti per mettere i cittadini in condizione di utilizzare più spesso i mezzi di pubblici, lasciando a casa la propria automobile. Questo in favore di minor traffico, minor emissione di inquinamenti e gas serra, e di una maggiore vivibilità delle nostre città. I buoni propositi purtroppo si scontrano spesso con l’inefficienza dei servizi, l’insufficienza di mezzi pubblici, specialmente terrestri, che non bastano a soddisfare una domanda sempre maggiore di utenze.

Inoltre, si devono fare i conti con personale a volte demotivato o che incurante dei disservizi creati fa partire le corse in ritardo, i mezzi spesso obsoleti e sporchi. Purtroppo però l’automobile è un costo sempre maggiore e sempre meno sostenibile, senza contare poi il traffico e i parcheggi inesistenti. È inevitabile quindi che le utenze del trasporto pubblico siano in continua ascesa. E per tutti i viaggiatori, ci sono appunto delle agevolazioni a molti persino ignote, per favorire i trasporti locali, regionali e anche interregionali. Non solo quindi gli studenti in possesso di borsa di studio dispongono di abbonamenti a tariffa agevolata, come già succede da anni. In più, i costi sostenuti per l’acquisto degli abbonamenti settimanali, mensili e annuali possono esser detratti dalle tasse versate allo Stato, fino a un massimo del 19% di detrazione dell’Irpef, calcolato su una spesa di circa 250euro. 
Tale somma è cumulabile con altri abbonamenti sia personali che della famiglia.  Gli utenti dei mezzi pubblici che vorranno sfruttare le agevolazioni sui trasporti, dovranno dimostrare di utilizzare effettivamente i servizi offerti: questo può esser fatto conservando i talloncini degli abbonamenti in possesso, e poi allegarli alla dichiarazione dei redditi curata dal proprio commercialista.
Vi si deve assicurare che sull’abbonamento siano ben leggibili la data di emissione, il numero progressivo dell’abbonamento stesso, le caratteristiche del tipo di servizio e l’azienda che li ha emessi. Può anche far fede la data di inizio del servizio se non fosse leggibile la data di emissione. È importante, ai fini della detrazione, che l’abbonamento rechi i dati anagrafici di chi utilizza effettivamente l’abbonamento. In caso tale requisito mancasse, si deve predisporre una semplice autocertificazione che lo attesti.

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