Energie per la crisi
Febbraio 10, 2009
Energia per combattere la crisi. Per gli esperti, gli investimenti più sicuri sono quelli che riguardano il mondo dell’energia: Enel, Erg, Snam, Eni che da soli raccolgono il 48% delle preferenze degli agenti di borsa e dei consulenti finanziari per gli investimenti. Solo a molti gradini di distanza il settore delle telecomunicazioni. Ultima posizione ovviamente per i titoli che riguardano il settore bancario. Enel in particolare riscuote molti successi, specie perché potrebbe beneficiare, nel suo volume d’affari, di una cessione di Terna, e è considerato un titolo che sa difendersi bene nel mercato borsistico, uno di quei titoli che riceve solo lievi colpi dalla recessione e di conseguenza lievi cali nei guadagni per gli stakeholder.
Nei prossimi 10 anni, invece, si prevede che il petrolio sarà sempre meno utilizzato soprattutto a livello domestico. Non stupisce allora che molte famiglie si stiano attrezzando per investire nel solare. Il mercato delle energie rinnovabili dovrebbe crescere intorno al 230%, aumentando a dismisura il proprio volume d’affari, in cifre difficili da prevedere e da pensare. Questo anche a seguito non solo delle dichiarazioni del neo presidente Obama in fatto di energie, ma anche soprattutto dopo il summit a San Diego sull’energia Solar Power. Obama vuole che gli USA, da più grandi consumatori di petrolio, si trasformino in più grandi consumatori di energia rinnovabile a base solare, e per questo ha già stanziato finanziamenti, sia per la presenza di Silicon Valley sia per la possibilità di sfruttare alcuni territori altrimenti inutilizzati. Inoltre, in questo modo si aumenterà anche l’occupazione. In Italia, dall’Authority per l’energia provengono nuove regole proprio per le energie rinnovabili. Sono previste regole più semplici per chi possiede pannelli solari o produce energia per il consumo domestico sfruttando l’energia eolica. Innanzitutto, maggiore trasparenza ed efficacia per gestire meglio l’immissione nella rete dell’energia prodotta in proprio e non consumata; inoltre, una maggiore efficienza per prelevarla dalla rete e poi poterne usufruire. I produttori in proprio dovranno pagare solo una piccola differenza fra l’energia prodotta e quella invece consumata, con la possibilità di avere anche un credito se l’eenrgia prodotta supera quella che invece si utilizza.
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