In Toscana si “aiutano” i disoccupati e i precari

febbraio 10, 2009

La giunta regionale in Toscana,  ha raggranellato nel bilancio di quest´anno 5 milioni di risorse  per disoccupati, precari e cassaintegrati, da destinare a un prestito che non prevede restituzione: 1.650 euro per far fronte al pagamento del mutuo per la prima casa a cui si aggiungono – ma solo per chi ha perso il posto di lavoro in un´azienda che non usufruisce di ammortizzatori sociali – altri 1.650 per sostenere le spese quotidiane.
Il 2 marzo 2009, quando verrà definita,  la variazione di bilancio, la giunta stabilirà anche i parametri di reddito necessari per poter accedere al prestito a fondo perduto.

Ovviamente rispetto alla situazione generale non è molto, ma l’iniziativa della regione Toscana è comunque da apprezzare perché perlomeno anche se è una piccola goccia in mezzo al mare è comunque un inizio, che dovrebbe essere d’esempio a tutte le altre regioni italiane.
«Calcoliamo che durante il 2009 in Toscana dovrebbero esserci dalle due alle tremila persone prive di lavoro e senza cassa integrazione», dice il presidente della Regione Claudio Martini. «Naturalmente il nostro provvedimento è di carattere straordinario, lo consideriamo una misura di aiuto sociale dettata dall´emergenza del momento», avverte. «Ma confidiamo che al nostro piccolo contributo se ne affianchi uno molto più corposo del governo, perché una flotta di pescherecci non può fare gran che se in mare non scende la corazzata. Se è vero, come insiste a dire Berlusconi, che per combattere la crisi ci saranno 4 miliardi nel 2009 e altrettanti il prossimo anno, significa che la Toscana riceverà subito 300 milioni, cioè quattro volte quanto Regione ed enti locali da soli riescono a mettere insieme sì e no 100 milioni».
In attesa di capire meglio  quali saranno i parametri seguiti  per ottenere il bonus di 1.650 euro, è già sicuro che il requisito fondamentale sarà quello di essere lavoratori, licenziati o rimasti senza impiego, di aziende in crisi, che hanno chiuso o che hanno ridotto il personale, compresi precari e collaboratori a progetto. Tutti dovranno essere iscritti per almeno tre mesi nelle liste di disoccupazione. Per ottenere l´altro prestito a fondo perduto di 1.650 euro per pagare il mutuo per la prima casa bisogna essere lavoratori rimasti senza impiego e privi di ammortizzatori sociali oppure cassintegrati. I due prestiti sono cumulabili, per chi è nella sfortunata situazione di aver bisogno di entrambi. La prima ipotesi, sfumata, da cui Martini, voleva dare il via a questa iniziativa,  era di chiedere alle banche di congelare le rate del mutuo, senza accumulare interessi, per un periodo di 6-12 mesi. Iniziativa però di troppa difficile attuazione, vista anche le crisi delle banche ultimamente.

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