Novità sui mutui agevolati

febbraio 26, 2009

Sono sempre di più i cittadini italiani che ricorrono a un mutuo agevolato, al 4%, con tasso variabile, per acquistare la propria abitazione. I beneficiari rientrano soprattutto in quella fascia di contraenti che hanno sottoscritto il mutuo prima del 31 ottobre dello scorso anno e che hanno voluto approfittare dei mutui sì a tasso variabile, ma con rata fissa, o che hanno sfruttato la potenzialità di risparmio dei mutui rinegoziati o della portabilità interbancaria. Di questa misura hanno usufruito anche in contraenti insolventi dei mutui, prima che intervenisse la risoluzione del contratto o la decadenza dei benefici derivati dal termine del prestito. Il tasso agevolato al 4% è valevole ovviamente per i mutui che prevedono un tetto che, al momento della sottoscrizione, avevano un tasso inferiore. Per tutti gli altri mutui con tasso superiore al 4%, la competenza dell’intervento è di esclusiva statale e vedono la soglia massima pari allo stesso ammontare del tasso stipulato.
I mutui caratterizzati da una rata fissa ma con tasso variabile vedono, da parte degli istituti di credito che li concedono, una ricalcolazione delle rate con i relativi interessi di mora maturati nel tempo alla luce del netto previsto dai contributi provenienti dallo Stato. Le banche, per identificare le soglie di calcolo e di versamento, si devono basare sulla data di accensione del mutuo: questo provvedimento è, infatti, sfruttabile dai prestiti a tasso variabile accesi entro il 31 ottobre 2008 e per tutti i mutui che vedono versamenti nel 2009.
Tali prestiti devono essere finalizzati all’acquisto della propria abitazione, alla sua ristrutturazione, o alla costruzione della prima casa. Da questo misura sono però escluse le costruzioni di case signorili, castelli, ville.
Ci sono anche dei mutui che, in una prima fase, prevedono tassi agevolatissimi o una fase di preammortamento. Tali mutui però, in una seconda fase, vedono le rate trasformarsi e diventare quelle stabilite con l’istituto di credito. Per questa tipologia di mutui, il tasso da tenere in considerazione per il ricalcolo non è quello iniziale agevolato, ma quello della fase successiva che inizia già dalla rata seguente alla fase di agevolazione.

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