Regolamentazione per gli hedge funds
Febbraio 26, 2009
Dall’incontro a Berlino dei leader politici del G20 sono in arrivo nuove misure per la finanza mondiale, adatte per controllare meglio i mercati internazionali, soprattutto nel campo degli hedge funds, ovvero i fondi d’investimento che presentano un tasso di rischio molto elevato. Il loro controllo e la loro regolamentazione rappresentano l’obiettivo principale del vertice. Servono nuove norme, che devono andare a rinfoltire le normative in tema di vigilanza, controllo e valutazione non solo degli hedge funds, ma anche di tutti gli istituti finanziari e dei loro relativi prodotti.
Gli hedge funds si caratterizzano non solo per l’alto rischio, ma anche perché sono gestiti con tecniche avanzate, a volte proibite per altri tipi di fondi, e hanno una commissione annuale compresa tra il 2% e il 20% relativa alla loro gestione, unita a una quota di gestione relativa alla loro performance finanziaria nei mercati. Questi fondi improntati alla speculazione sono pensati per far ottenere dei rendimenti che si mantengono costanti nel tempo; da qui comunque deriva la loro rischiosità. Per accedervi, serve un ingente investimento iniziale ma di contro un piccolo numero di soci. In più, sono necessari anche nuovi provvedimenti per le banche: in questi tempi, con la crisi economica in pieno vigore, le banche devono poter essere più salde e rappresentare un punto di riferimento, oltre a poter rappresentare delle vere riserve di liquidità. Per far ciò, è necessario anche un maggior controllo e soprattutto sanzione in tema di evasione fiscale. A rappresentare una via di fuga troppo facile ai soliti “furbi” che vogliono evadere il Fisco italiano (e mondiale) sono i così detti paradisi fiscali, sparsi non solo in Svizzera o Monaco, ma anche nelle più remote isole dell’oceano. Come tali, infatti, i capitali trasferiti lì spariscono dal controllo italiano: non deve essere più permesso, o quanto meno in misura molto ridotta, che sia facile far sparire capitali anche ingenti speso ai danni dei contribuenti. I Paesi sono uniti su questo fronte, e la lotta è comune.
Al termine del vertice, il Fondo Monetario Internazionale deve trovare un accordo con il Forum per la stabilità Finanziaria. Insieme, questi due istituti devono operare in direzione della trasparenza dei mercati, di un maggior regolamentazione e controllo, e più risorse per le banche. In più, si deve promuovere una carta dello sviluppo economico sostenibile, ovvero proporre una riforma del sistema economico internazionale improntato non solo alla trasparenza ma anche all’inclusività e alla responsabilità e solidarietà sociale.
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