I fondi pensione
marzo 10, 2009
Con un comunicato ufficiale, Assogestioni, cioè l’associazione italiana del risparmio gestito, ha diffuso i dati relativi al ricorso dei contribuenti alla previdenza complementare, privata e para statale. I fondi pensione sono quindi in rapido aumento per un giro di affari di quasi 5 miliardi di euro e quasi 850mila iscritti. Gli investimenti sono cresciuti di oltre 300milioni solo nell’ultimo trimestre del 2008: è un dato esplicativo che chiarisce la necessità di sicurezza e di previdenza per il futuro, a fronte della difficile situazione economica mondiale e finanziaria nazionale. Anche le cifre degli attivi infatti sono aumentati. I dati quindi convergono verso una unica spiegazione, di maggior previdenza e anche maggior informazione durante gli anni di lavoro da parte dei contribuenti, che vogliono capire come tutelarsi al meglio una volta terminata la loro attività lavorativa; soprattutto, i lavoratori in attività comprendono l’importanza di affiancare altre risorse, oltre alla pensione di anzianità, proprio grazie alla previdenza complementare.
Si prospetta anche un’evoluzione dell’offerta dei fondi pensione, in modo da adattarsi a tutte le esigenze dei vari tipi di lavoratori e, soprattutto, che accolgano le istanze dei lavoratori per anni vessati dal precariato e di conseguenza dal mancato versamento dei contributi. Attualmente i lavoratori che decidono di prestare attenzione ai fondi pensione e a qualche garanzia economica per il futuro devono ovviamente essere informati sul famoso TFR, il trattamento di fine rapporto.
Il Tfr corrisponde ad una cifra che viene messa da parte, anno dopo anno, direttamente dal datore di lavoro che la preleva mensilmente dallo stipendio del lavoratore; tale somma è soggetta ad una rivalutazione annuale con un tasso corrispondente al 75% sull’inflazione, che si somma a un tasso dell’1,50%. Come è noto, il Tfr può essere, a scelta del lavoratore, lasciato in azienda oppure può essere versato al lavoratore in un fondo pensione, come per esempio i fondi pensionistici chiusi o aperti. I fondi pensione chiusi sono anche detti negoziali, e sono decretati da una convenzione fra sindacati e un imprenditore di uno specifico settore produttivo; sono dei fondi pensionistici, per così dire, di categoria. Altrimenti esistono appunto i fondi pensione così detti aperti, ovvero quelli che vedono una contrattazione fra istituti bancari e assicurazioni che, una volta accordatisi, propongono delle soluzioni da far acquistare ai lavoratori, che li sottoscriveranno per pura iniziativa individuale.
Vuoi dire la tua?



