Il piano casa

marzo 14, 2009

È in allestimento il piano per l’ampliamento della propria abitazione messo in piedi dal governo. Il piano casa prevede poche burocrazie e pochi vincoli per coloro che decideranno di rendere più grandi le proprie case. Questo è uno dei tanti provvedimenti che ilo governo ha messo sul tavolo delle decisioni da prendere per far fronte alla crisi economica. Anche se le voci che provengono dai palazzi del potere dicono che questa crisi non è così pesante, i provvedimenti per provare a rimpinguare le casse dello Stato si mettono in opera, partendo proprio dai cittadini.

L’idea è di far “girare” l’economia puntando tutto sull’edilizia, incentivando quindi i cittadini alle ristrutturazioni edilizie o predisponendo agevolazioni per i mutui edilizi o, come in questo caso, per l’ampliamento. La materia è disciplinata dai Comuni di residenza che, in modo autonomo ma conforme alle disposizioni generali incluse nei progetti del Governo, possono autorizzare l’ampliamento delle abitazioni di abituale residenza fino al 20% del volume totale, calcolato per metri cubi, dell’abitazione stessa. Quindi chi ha una casa già grande potrà sognare una residenza degna di un principe. È al vaglio anche l’ipotesi di togliere il permesso alla costruzione e sostituirlo con un’idoneità e una perizia del progettista. Da una parte così si snellirebbero le pratiche burocratiche, dall’altra parte si rischiano falsi, corruzione e favoritismi. Il piano-casa tiene conto dei vincoli riguardanti i monumenti storici, ad alto valore culturale, ai vincoli storici e paesaggistici. L’allargamento della casa riguarda i principali interventi di ristrutturazione edilizia, ovvero innalzamento dei tetti, copertura di terrazze e balconi e ovviamente aumento del numero di stanze. Un caso particolare riguarda invece le abitazioni edificate fino al 1989 che, invece che di un 20%, possono prevedere anche un aumento di cubatura del 30%, che può salire anche fino al 35% qualora si scelga la strada della bioedilizia e delle ristrutturazioni nel segno del risparmio energetico.
Via libera quindi a mutui e prestiti per approfittare degli incentivi sull’energia pulita e rinnovabile, sugli impianti fotovoltaici, ai percorsi di riciclo delle acque, ai nuovi materiali da costruzione a basso impatto. Chi vuole solo approfittare degli incentivi per la ristrutturazione sono previsti degli sconti fiscali e oneri di urbanizzazione meno pesanti, con una detrazione dell’Iva fissata al 10%. Le agevolazioni non riguardano, nel modo più assoluto, chi detiene un’abitazione abusiva. Non è previsto nemmeno un condono che gli consenta, con una sola mossa, di rendere legale l’abitazione e accrescerla in dimensioni.

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