Pil e costo del denaro in Italia e Europa

Marzo 6, 2009

Bankitalia ha divulgato, nel bollettino economico dell’istituto, i dati relativi all’ultimo trimestre inerenti il Prodotto interno lordo in Italia. Le stime non sono rosee, perché i dati parlano di un ribasso del -2,6% a gennaio, dopo un già -2% con cui si era chiuso l’anno. Dovrà arrivare il 2010 per vedere un timido incremento potenziale del +0,5%.

I dati di Bankitalia concordano anche con quelli divulgati, sempre in questi giorni, dall’Istat, che anziché del 2% vede il decremento al -1,8%. La piccola discrepanza deriva non solo dalle diverse metodologie e campioni di ricerca utilizzati, ma anche dalla difficile ed incerta situazione economica globale, che non consente previsioni inconfutabili ed universalmente accettabili. Ma l’incertezza e l’impossibilità di previsioni così assodate e verificabili empiricamente deve essere una spinta per monitorare al meglio la situazione economica e finanziaria nazionale, perché la crisi sta penetrando anche nell’economia reale e non solo in quella “astratta” della finanza internazionale.

A livello internazionale, invece, la situazione economica dell’area Euro rimane delicata e difficile. La banca centrale europea, infatti, si sta vedendo costretta a diminuire i tassi del costo del denaro. Mai prima, difatti, era successo che le previsioni dicessero che il costo del denaro potrebbe scendere al di sotto dell’1,5%, quindi uno 0,5% in meno rispetto al tasso attuale. Per poter ridare un po’ di respiro all’Eurozona o meglio, un po’ di liquidità agli stati e agli istituti bancari, la banca centrale europea ha pensato di intervenire attraverso le obbligazioni, da acquistare proprio per finanziare gli istituti bancari.

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