Calano i prestiti alle imprese, ma non c’è rischio di credit crunch
aprile 29, 2009
Le ultime ricerche specializzate parlano chiaro: il volume dei prestiti al consumo per le famiglie e gli acquisti cresce a ritmo sempre più rallentato. E non solo i piccoli finanziamenti soffrono di una situazione di mercato non propriamente ottimale, ma non per questo negativa. Infatti, anche i prestiti alle imprese stanno subendo dei processi di frenata rispetto ai mesi e sopratutto agli anni precedenti, che prima della crisi dei mutui, dei fallimenti bancari a livello internazionale e del clima di incertezza, allarmismo e insicurezza economica, si erano segnalati come gli anni o come il periodo di lunga durata e prospettiva, in cui i comparti dei prestiti e dei finanziamenti si erano segnalati come longevi e proficui, dinamici e disponibili alle varie esigenze private o anche imprenditoriali.
Gli ultimi dati, quindi, si inseriscono in un contesto globale e locale in via di definizione. Per quanto riguarda le aziende italiane, ad esempio, l’Abi ha presentato, in una audizione al Senato della Repubblica, i risultati di una indagine. Da tale ricerca effettuata dall’associazione delle banche italiane, è risultato che il tasso di crescita dei prestiti e finanziamenti che le banche hanno erogato alle imprese è fortemente diminuito. Infatti, secondo i dati della ricerca appena menzionata, è emerso che dal febbraio dello scorso anno, ovvero dal primo trimestre del 2008, si è passati, con riferimento allo stesso periodo di quest’anno, da un tasso di crescita del 13,8%, ad un tasso di crescita nettamente inferiore, ovvero del 5,1%, meno della metà del dato precedente. In un anno, cioè, il tasso di crescita dei prestiti e dei finanziamenti alle imprese si è fortemente ridotti e più che dimezzato.
L’Abi, tuttavia, tiene a precisare che per il nostro paese, però, non c’è il rischio reale di cadere in una situazione di credit crunch, termine inglese che serve ad indicare una stretta del credito. Ovvero una situazione contingente, a livello bancario, imprenditoriale e finanziario, in cui si registra un significativo calo delle offerte di prestito e crediti, per periodi lunghi e con gli effetti di contribuire a creare forti effetti recessivi sull’economia reale del paese. L’associazione delle banche d’Italia, infatti, ci tiene a sottolineare come nonostante il calo nel tasso di crescita, dovuti a fattori macrostrutturali più che interni, i prestiti per le imprese da parte delle banche e degli istituti di credito, in Italia, continuano a rappresentare uno dei principali fattori e motori del funzionamento dell’impresa italiana, complessivamente intesa. Ma il rischio, ovviamente, è reale, considerando che l’immissione di liquidità, è ormai di comune accordo ritenuto l’unica possibilità per uscire dalla crisi.
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