Le carte prepagate

aprile 22, 2009

La nuova carta di credito passerà direttamente dal cellulare? Questa domanda deriva da lunghe riflessioni sulle carte prepagate. Usare l’oggetto più amato e più posseduto dagli italiani per finanziare le piccole spese quotidiane, insomma, sembra essere la risposta a delle carte prepagate troppo costose perché possano essere ancora mantenute in circolazione, anche se sono molto gradite da chi le possiede e le utilizza. C’è voluto tempo per convincere a passare al “denaro immateriale” in luogo dell’amato contante: in un solo anno c’è stata una crescita del 70% degli acquisiti e dei pagamenti effettuate con carte prepagate. Le banche l’avevano capito, e infatti avevano lanciato numerose iniziative in merito a carte prepagate  ricaricabili o “usa e getta” provenienti dai singoli istituti di credito e con la garanzia di circuiti internazionali di pagamenti, utili così anche all’estero come le normali carte di credito ma senza il pericolo d trovarsi l’intero conto svuotato.

E una volta che in molti si stavano convertendo al denaro virtuale e digitale grazie alla sua decisamente evidente comodità, ecco che c’è già una novità ancor più virtuale. A sfavore ha giocato la necessità di controllare e tenere sotto controllo di frequente le spese effettuate, pensa trovarsi in rosso. Soprattutto, i costi elevati: per fare una ricarica sulle suddette carte si spende troppo, anche fino a 5€ per la sola commissione e si arriva alla fine dell’anno che, per un uso medio, si arriva a spendere ben oltre i 100 € in sole commissioni.

Se si considera lo sviluppo che potenzialmente le carte possono avere e si somma all’incremento già avuto, si prospetta una vera e propria miniera d’oro per gli istituti che emettono tali carte. È intervenuta così l’Antitrust, che ritiene necessario e doveroso estendere il mercato anche ad altri operatori. Per esempio, offrendo agli operatori telefonici la possibilità d’inserirsi. Infatti, sono circa 80milioni le carte già vendute e in possesso dagli italiani utilizzatori dei telefoni cellulari. E grazie all’eliminazione dei costi di ricarica già dal 2007 si può garantire un rimborso pieno del credito.

Le carte prepagate che passano dal telefono cellulare potrebbero andare a coprire un mercato più settoriale, come quello delle piccole spese improvvise: giornali, spesa al supermercato, acquisti di modesta entità, biglietti ed abbonamenti per il trasporto pubblico, magari implementandoli con agevolazioni di vario tipo per top spender o utilizzatori frequenti. L’ampliamento del mercato dovrebbe già avvenire dal primo novembre di questo anno con la “PsD”, cioè Payment service directive.

L’iniziativa ha accolto il plauso anche delle principali associazioni dei consumatori, nonché dei consumatori stessi, soprattutto tra i giovani. Le associazioni propongono anche una diminuzione dei costi di commissione, che dovrebbero aggirarsi al massimo intorno ai 50 centesimi. La diminuzione dei costi e l’allargamento del mercato non farebbero comunque rimettere in termini economici di incassi gli enti che diffondono le carte. Un abbattimento dei costi, insomma, svilupperebbe un mercato ancor giovanissimo in termini di utilizzo e di diffusione.

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