Abbassare e sospendere la rata del mutuo

maggio 11, 2009

Il 2009 è un anno particolare, fatto di tendenze positive per quanto riguarda i mutui, le rate relative i tassi applicati. Sono molti, infatti, i segnali di speranza per le famiglie italiane, che in mezzo a una forte crisi economica e finanziaria come quella degli ultimi anni, difficilmente riesce ad arrivare alla fine del mese e pagare con tranquillità le rate del finanziamento che è stato contratto per acquistare, costruire o ristrutturare la propria abitazione.
Se i tassi di interesse stanno dando respiro, altre misure ed opportunità vengono incontro alle famiglie italiane. Ma andiamo con ordine e vediamo la questione dei tassi, come preliminare approccio alle nuove opportunità messe in campo dai soggetti bancari ed istituzionali per far fronte a una situazione economica caratterizzata e contraddistinta da una forte pulsione al miglioramento, direttamente derivante da quelli che sono stati mesi di difficoltà, interventi, paure e chiusure delle linee di credito.
I tassi interbancari, legati ad esempio all’Euribor e all’Irs (Eurirs), infatti, dopo i record degli ultimi due anni, non stanno facendo altro che scendere e toccare record positivi in quanto a flessioni (più i tassi sono bassi, ovviamente, più la rata del mutuo calcolata secondo la variabilità degli interessi – mutuo a tasso variabile, in opposizione al mutuo con tasso fisso o misto – scende o comunque rimane costante: il che dipende, naturalmente, dalla tipologia contrattuale che è stata stipulata dalle due parti: cliente mutuatario e banca o istituto di credito o ancora società di intermediazione finanziaria e creditizia). Tali indici, in particolare, sono addirittura scesi sotto il punto percentuale, ma gli economisti più accreditati parlano di una rapida risalita nei prossimi mesi.
Ma non solo la BCE – la banca centrale europea – è intervenuta in questo contesto. Ad esempio il Governo, con un decreto legge ad hoc (definito anti crisi) e poi trasformato in legge (stiamo parlando del decreto numero 185 del 2008, poi trasformato nella legge numero 2 del 2009), ha fissato al 4% il tetto massimo applicabile ai tassi di interesse sulle quote capitali (quello che viene rappresentato dal TAEG, l’indice del Tasso annuo effettivo globale). E non si tratta di una misura facoltativa come è stato più volte specificato: le banche vi si devono attenere per forza di cose.
Per i redditi fino a 25 mila euro, poi, è prevista la sospensione della rata, per tutto il 2009, senza penali ed oneri aggiuntivi: ma qui i contraenti ne devono fare specifica domanda. Il mutuatario deve presentare una specifica domanda unitamente all’ultima dichiarazione dei redditi che testimonia l’effettiva capacità di venir incontro al pagamento delle rate. Tra le banche aderenti c’è Unicredit.
Mentre altre opportunità riguardano le agevolazioni fiscali sull’acquisto della prima casa, oppure risalgono da uno degli ultimi prodotti finanziari chiamato Mutuo Casa Europa, che si propone di offrire sì il tasso variabile, ma in modalità ritardata.

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