Forte crescita di richieste per i mutui a tasso variabile

maggio 20, 2009

Il taglio dei tassi di interesse, sopratutto di quelli legati all’indice del tasso interbancario Euribor, legato ai tassi variabili a cui si associa il calcolo della rata dei finanziamenti e dei mutui per gli immobili, sa sortendo effetti più o meno sperati. Il taglio del costo del denaro, infatti, doveva da una parte ridare slancio agli investimenti e dall’altro infondere fiducia a tutti i soggetti che operano sul mercato dei beni di consumo durevoli e non, nonché a quelli che operano sui mercati più propriamente definibili come finanziari o comunque di investimento: in ogni caso famiglie, singoli consumatori, imprese più o meno grandi e piccole, banche e società finanziarie e del credito. Con l’obiettivo dichiarato, quindi, di rimettere in moto il sistema produttivo e consumistico dell’intero continente e quindi migliorare benessere e occupazione, note dolenti di questi ultimi anni, almeno per le fasce medio basse delle varie società europee.
Fino ad ora però, visto che il prodotto interno lordo PIL degli Stati che per la politica monetaria fanno riferimento alla Banca Centrale Europea BCE di Francoforte guidata dal governatore in carica Trichet (grande ideatore e artefice della strategia politica e monetaria dell’istituto) stenta a riprendersi e quindi a crescere, l’unico effetto tangibile che questo taglio dei tassi di interesse ha provocato è una forte domanda, da parte dei consumatori e delle famiglie, di prestiti e finanziamenti o mutui che abbiano a riferimento i tassi variabili, ovvero legati all’Euribor, e quindi realmente calcolati sulle oscillazioni che periodicamente avvengono a secondo delle fluttuazioni dei mercati economici, bancari e finanziari di riferimento. Scende il Taeg, quindi, ovvero il tasso annuo effettivo globale (che misura il costo reale e totale di un finanziamento in aggiunta alla quota capitale ricevuta), e cresce invece la febbre dell’investimento: tutti, cioè, cercano di approfittare di questo momento per fare acquisti di vario tipo, per cui sopratutto il mercato immobiliare comincia a gongolare, aspettandosi, da questa situazione, un rinvigorimento delle compravendite, negli ultimi mesi in forte ascesa nonostante pare che i prezzi delle case abbiano ceduto più di qualche passo in riferimento a prezzi e pretese: ciò nonostante, chiariscono le ricerche di mercato, la percezione degli italiani è ancora quella che considera il mercato immobiliare molto caro, almeno rispetto ai redditi disponibili e con riferimento alla crisi e alla percezione della stessa che tutti subiscono a vario titolo.
Ma cosa ci dice la situazione attuale rispetto al mercato delle richieste dei mutui che hanno come riferimento il tasso variabile indicato dai movimenti da un tanto favorevole indice Euribor? Le rilevazioni di Mutuionline parlano chiaro. I primi mesi del 2009 sono più che sufficienti per capire lo stato attuale delle cose. Da gennaio ad aprile, in particolare, le domande di mutui con il tasso variabile sono cresciute del 44,8%. Ma attenzione, i mutui sono progetti a lungo termine, limitarsi a considerare solo la situazione attuale può diventare fuorviante e sopratutto deludente.

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