Lo Stato potrà subentrare nei mutui
maggio 21, 2009
La tragedia che ha colpito ormai più di un mese fa il capoluogo dell’Aquila e altri grandi o meno grandi centri cittadini dell’Abruzzo hanno lasciato irrisolti alcuni e pesanti problemi finanziari, cui l’intervento pubblico, con misure ad hoc, sta cercando di mettere ordine.
In particolare, sono due le misure che il Governo italiano, tramite l’ormai conosciuto come decreto legge Abruzzo, ha messo in campo per venire incontro a una situazione drammatica da un punto di vista sociale e psicologico, a cui contribuiscono, non meno di altre questioni, le problematiche che riguardano i mutui per le case che si riferiscono ad abitazioni danneggiate o addirittura distrutte dal sisma dello scorso mese di aprile, a una settimana dalla Pasqua. Una tragedia nella tragedia, insomma, che sta rischiando di far svanire tutti i sogni nonché i sacrifici di migliaia di persone e famiglie, che per acquistare, ristrutturare casa o costruirla di sana pianta hanno messo in campo risorse umane ed economiche maturate nel corso di una vita fatta di sacrifici, o che in queste hanno investito tutto il proprio futuro, magari con un mutuo fondiario od ipotecario, un mutuo di ristrutturazione o anche un finanziamento edilizio.
Si diceva di due interventi governativi a livello esecutivo ed urgente, quindi. Il primo riguarda la finanziabilità dei mutui, il secondo il tetto massimo di intervento mutuatario e finanziario. Due possibilità che possono essere riassunte in un unico progetto esecutivo, quello, cioè, di consentire allo Stato di poter utilizzare la formula del subentro rispetto ai mutui degli abruzzesi colpiti dal sisma dello scorso mese di aprile, per un massimo di 150 mila euro, fermo restando la possibilità di rifinanziarlo interamente – ovvero al 100% – se tale percentuale, però, non va oltre al tetto precedentemente stabilito e dichiarato, quello, appunto, dei 150 mila euro.
Dal testo che dovrà ora essere licenziato dalla camera del Senato, si evince che tale contributo “è determinato in modo da coprire integralmente le spese occorrenti per la riparazione, la ricostruzione o l’acquisto di un alloggio equivalente”, a conferma di quanto il nostro presidente del consiglio Silvio Berlusconi, aveva già confermato in vari interventi pubblici e politici nonché istituzionali che andavano a confermate quanto ora si cerca di realizzare. Tale subentro, inoltre, sarà riferito, necessariamente, a quei finanziamenti già esistenti e garantiti che fanno riferimento a immobili per la prima abitazione, quindi distrutti dal terremoto. I finanziamenti, poi, saranno contestualmente ceduti alla Fintecna, cioè a quella società controllata, che acquisirà i diritti di proprietà sugli stessi immobili a cui si sta facendo riferimento normativo.
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