San Paolo rinvia le rate
maggio 29, 2009
Dopo l’esperimento campano, che ha frenato per un anno il debito alle imprese di Napoli e di tutta la regione per quanto riguarda i mutui e i prestiti – grazie ad un accordo raggiunto tra le due categorie organizzate a livello regionale: l’Abi, cioè l’associazione dei banchieri italiani e la Confindustria, il sindacato degli imprenditori – anche a livello nazionale si muove qualcosa in questa direzione, e uno dei maggiori gruppi del mondo finanziario e creditizio del nostro paese ha deciso di adottare misure concrete per venire incontro a chi ha difficoltà di liquidità nel pagare i propri debiti, nel mondo industriale, commerciale e artigianale, ovviamente. La banca in questione è Intesa San Paolo, che ha deciso di far rinviare le rate dei mutui e dei prestiti, nonché dei leasing alle PMI – piccole e medie imprese del territorio – per non gravare su di esse i problemi già strutturali di produttività e gestione delle competenze e quindi delle tecnologie, delle innovazioni ma sopratutto delle forze lavorative: insomma una misura che ha l’obiettivo di non interrompere, paradossalmente, il ciclo economico-finanziario necessario al guadagno di tutti: lavoratori, imprenditori, capitalisti nella veste di finanziatori.Le piccole e medie imprese, così, potranno avvalersi del rimando delle rate sia per quanto riguarda i finanziamenti ordinari, ma anche per quanto riguarda i mutui ipotecari, i prestiti e finanziamenti chirografici, i leasing strumentali e così via, sulla scia dei prodotti e soluzioni di livello aziendale e manageriale.
L’istituto bancario in questione, ha individuato in trenta mila aziende, quelli che possono e dovrebbero essere i destinatari del beneficio. Per un anno, quindi, a partire cioè da quando se ne fa richiesta e fino al dodicesimo mese (comunque a decorrere dal mese di luglio di questo stesso anno), le imprese potranno non pagare le rate dei dodici mesi successivi. Terminati i quali, esse dovranno poi corrispondere i relativi interessi maturati durante il periodo di agevolazione, e fermo restando il rimborso, naturalmente spalmato, anche delle altre quote che compongono il finanziamento: al quota capitale, ovvero la parte di denaro prestata all’origine, e la quota interessi, che è quella stabilità in quantità o modalità di calcolo al momento della sottoscrizione del contratto di finanziamento, e che può prendere forma nella doppia veste di tasso fisso o tasso variabile.
Vuoi dire la tua?



