Stop alle rate per le Pmi

maggio 22, 2009

La crisi finanziaria ed economica ha portato all’eccesso dell’indebitamento pregresso: indebitamento oggi particolarmente esoso perché imprese e famiglie non riescono più a stare dietro a conti, prestiti, finanziamenti, cessioni del quinto dello stipendio, prestiti delega e altri e vari strumento che consentono anticipi e aperture di linee del credito. Se i tassi di interesse hanno portato ha una stagione nuova che sta facendo ripensare il precedente irrigidimento delle banche e degli altri istituti di credito che in pieno panico finanziario avevano irrigidito i criteri di concessione ed erogazione, è anche vero che le famiglie come le imprese, in questi periodi, stanno ricominciando a rientrare in un forte vortice di indebitamento visto che la Banca Centrale Europea di Francoforte, ha deciso di tagliare ancora i tassi di interesse che riguardano gli indici come l’Irs (che serve a determinate il tasso che riguarda i finanziamenti a tasso fisso) e l’Euribor in particolare, ovvero quello tramite cui, invece, vengono calcolati i tassi di interesse per quei finanziamenti che invece seguono le reali fluttuazione dei mercati e del costo del denaro: ovvero dei finanziamenti con tasso variabile, per l’appunto.
Questa duplice situazione, e considerando pregressi e refusi che si stanno manifestando oggi, hanno portato a situazioni drastiche e decisive, che fanno dei consumatori, degli imprenditori e dei cittadini italiani, dei semplici debitori: fondamentalmente l’Italia sta forse diventando un popolo di di debitori, fermo restando la necessità di poter fare ricorso a prestiti finalizzati, crediti al consumo, prestiti personali, finanziamenti fiduciari, mutui fondiari ed ipotecari, finanziamenti per la ristrutturazione, mutui edilizi e così: la lista della spesa dei beni più o meno durevoli e più o meno di prima e seconda necessità è tanto lunga quanto lo è quella che invece riguarda i prodotti, le soluzioni, i servizi a livello finanziario, creditizio e bancario: più o meno personalizzati e più o meno realmente convenienti a seconda delle varie esigenze che ogni famiglia, ogni consumatori e ogni piccolo o medio imprenditore si ritrova a dover affrontare: acquistare o ristrutturare casa, comprare un macchinario, pagare gli studi, prendere la macchina, venire incontro a cure improvvise, andare in vacanza, affittare un locale e così via.
Dagli ultimi dati elaborati sui mercati dei prestiti e dei mutui, in particolare, risulta che gli italiani sono quindi sempre più indebitati. Così Bergamo risulta la città più indebitata, mentre Rimini quella maggiormente spendacciona. Poi arriva Brescia e subito dopo la giovanissima provincia Sarda Medio Campitano. Questa, in particolare, è la classifica lanciata da Crif Decision Solutions. E dove le aziende non riescono a stare dietro al passo della rata e sono con il fiato sul collo degli imprenditori, ecco l’accordo sperato. A Napoli, così, gli industriali e l’Abi – l’associazione delle banche italiane – hanno raggiunto un importante accordo: la sospensione per un massimo di due anni delle rate dei prestiti, almeno per quanto riguarda la rispettiva quota capitale.

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