Aiuti europei per le imprese
giugno 5, 2009
La Commissione europea, viste le ultime vicissitudini e polemiche tra banche e imprese, ha deciso di dare al via ad alcune misure particolari per quanto riguarda il rapporto tra i due soggetti, non proprio idilliaco negli ultimi tempi di crisi economica. Infatti la stretta creditizia non è più un mistero, e le aziende che si trovano in una situazione di difficoltà non fanno che aumentare, anche per colpa di questa problematica molto seria.
Quello emanato dal governo europeo – la Commissione presieduta da Barroso, cioè – è un provvedimento che consente tanto alle istituzioni ed autorità nazionali, come anche a quelle locali o regionali, di erogare prestiti e finanziamenti a tasso agevolato. Prestiti e mutui che possono e devono essere concessi entro la fine del prossimo anno: ovvero il 31 dicembre del 2010. Insomma, il tempo c’è, ma bisogna fare subito domanda.
L’istituzione di Bruxelles ha giustificato questo intervento in quanto può essere inserito tra gli aiuti che l’Unione può dare qualora uno Stato membro si trovi in particolari difficoltà, allargando quindi il proprio raggio di azione per particolari e importanti situazioni. Di fatto, L’Unione Europea ha riconosciuto all’Italia il rischio sempre reale e imminente di credit crounch: di stretta sul credito. Ovvero di stagnazione delle erogazioni dei finanziamenti. Problematica di rilevanza importantissima, perché senza l’apertura di linee di credito, infatti, le aziende non riescono ad investire, crescere e produrre, con effetti sulla occupazione molto rilevanti, a loro volta gravosi per il debito pubblico e la situazione sociale del paese intero e tutti i suoi soggetti economici: nessuno escluso.
Per il commissario alla concorrenza Neelie Kroes, questa misura, quindi, ha l’obiettivo di “migliorare la liquidità delle imprese colpite dall’attuale rallentamento dell’economia”, ma allo stesso tempo senza che ciò vada a creare distorsioni indebite a livello concorrenziale. Ma ciò nonostante una riduzione delle spese dei finanziamenti e dei costi stessi dei mutui da parte delle banche si rende sempre più necessaria.
A tale intervento, comunque, potranno partecipare solo quelle imprese che non erano in difficoltà un anno fa, alle porte dell’estate del 2008, e che cioè hanno subito gli effetti dirompenti degli ultimi dieci o dodici mesi al massimo, nonostante ci sia da sottolineare come la crisi ha origini precedenti e il rischio aziendale a livello finanziario non è certo cosa dell’ultimo anno.
Per il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, serve quindi maggiore serietà, bilanciamento e trasparenza. Secondo l’inquilino di palazzo Koch a Roma, deve essere il settore creditizio e finanziario – cioè quello direttamente dipendente dalle banche – ad avere più coraggio e immergersi in condizioni di mercato flessibili, strutturalmente libere e perfettamente concorrenziali, perché lo sviluppo economico e la pacificazione di una nazione passano anche da queste esigenze strutturali.
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