Bankitalia: mutui per la casa in calo, ma i tassi scendono

giugno 6, 2009

Il Governatore della Banca d’Italia, a fronte della relazione annuale dell’istituzione, ha elencato vari dati che riguardano la situazione dei mutui per la casa in Italia e quindi che riguardano, di conseguenza, quella che è la situazione immobiliare in Italia e del suo mercato nella nostra società, caratterizzata, come si sa, dalla forte propensione al possesso e quindi all’acquisto della propria abitazione: almeno più dei nostri colleghi europei e dei cittadini americani.“In conseguenza del minor volume di compravendite nel mercato immobiliare residenziale, dell’incremento dei tassi di interesse per gran parte dell’anno e dei criteri più selettivi adottati dalle banche”, ha spiegato Mario Draghi, l’inquilino di palazzo Koch, i prestiti che si riferiscono agli acquisti delle nuove abitazioni nel 2008, sono calati in maniera rilevante. Le erogazioni a proposito, infatti, sono scese a 56 miliardi di euro, quando nel 2007 esse si erano invece attestate a 63 miliardi. La rilevazione, in particolare, mostra come la seconda parte dell’anno è stata, in questo contesto, particolarmente negativa. Per Bankitalia, in particolare, l’ammontare della flessione è particolarmente negativo, e sempre più consistente e rilevante rispetto all’andamento negativo generalizzato del mercato degli ultimi anni. E questo nonostante i tassi di interesse interbancari, quelli che, come l’Euribor, cioè, determinano il costo di un mutuo, continuano a scendere. Per i mutui con un piano di ammortamento di oltre 10 anni e il tasso variabile, ad esempio, fa sapere sempre la Banca d’Italia, il tasso è sceso al 5,01%, mentre l’ultima rilevazione aveva fatto segnalare un 5,13%. In meno di un anno, in particolare, la flessione è stata particolarmente rilevante se si pensa che circa 10 mesi fa il tasso si attestata al 6,10%, con un calo, quindi, di oltre un punto percentuale registrato in meno di un anno.
Buone notizie anche dal Taeg, ovvero dal tasso annuo effettivo globale. Questo, infatti, che determina il costo reale che un mutuatario deve sostenere nel momento in cui accetta di stipulare un contratto di finanziamento con relativa pianificazione negli anni, si è abbassato ulteriormente. La sua ultima rilevazione lo attesta, infatti, al 4,42% per quanto riguarda i nuovi mutui, con una flessione di quasi lo 0,30%. Meno di un anno fa, invece, questo stesso indice era al 6,11%, quindi la sua discesa è stata ancora più sostanziale, di quasi due punti percentuali.
Ma nonostante questi dati positivi, il mercato delle compravendite immobiliari e quello dei mutui non riesce a riprendere il decollo. E anzi le famiglie italiane si sono più che altro mosse per migliorare le proprie condizioni. Infatti, buona parte dei movimenti di mercato in questo ambito, sono dovuti a procedure come quelli di sostituzione o surroga di contratti già esistenti, perché i clienti si ritengono per lo più sempre più insoddisfatti delle proprie scelte: ben il 13% dei nuovi finanziamenti rientra in queste soluzioni, contro il 4% del 2007.

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