Tassi adeguati per la BCE

giugno 15, 2009

Secondo la Banca Centrale Europea, i tassi di interesse applicati al costo del denaro in corso di finanziamenti, prestiti e erogazioni di liquidità o investimenti, rispettano le regole del mercato, e sono quini erogati. A sottolineare questa indicazione è il consueto bollettino pubblicato dall’ente istituzionale monetario che ha sede a Francoforte ed è governato da Jean-Claude Trichet (autore, assieme a tutto il direttorio esecutivo della Banca Centrale Europea, di un taglio ai tassi di interessi sostanziale, che ha portato gli stessi ai minimi storici da quanto l’istituto regola i rapporti monetari e bancari dei paesi che hanno aderito al sistema monetario unico: correva l’anno 1999).
Il costo del denaro, precisa la BCE, si è mantenuto invariato rispetto ai board delle settimane precedenti, il che significa che esso non ha provocato rincari negli investimenti aziendali o anche privati.
La BCE, inoltre, prima di lanciare un monito alle banche dell’Unione Europea, sottolinea altre importanti questioni. Innanzitutto lascia uno spiraglio di luce alla situazione economica complessiva, nel senso che peri ricercatori ed analisti dell’ente, la seconda parte dell’anno e anche il 2010 saranno meno negativi in termini di rallentamento di crescita e sviluppo industriale. Ciò non vuol dire che l’Europa tornerò a produrre con slancio, ma che almeno la situazione non dovrebbe peggiorare. L’occupazione, in ogni caso, resta il grande interrogativo di questi periodi, perché le aziende – grandi o piccole che siano – in quest’ambito si comporteranno sempre molto prudentemente e con parsimoniosa cura delle risorse umane, che andranno sempre più a pesare sul bilancio dello stato in termini di assistenza: almeno si spera. E infatti, a tal proposito la Banca Centrale lancia l’allarme deficit, che si precede in crescita nel prossimo anno, nonostante tutti gli sforzi richiesti per evitare che ciò accada.
Collegate a queste questioni, la BCE tiene a precisare come fondamentale sia il ruolo delle banche e degli istituti di credito in questa situazione. Difatti, il direttivo tiene a sottolineare l’importante ruolo che questi soggetti possono svolgere per far si che ci sia una ripresa economica più che soddisfacente. 
In questa situazione di incertezza, infatti, le erogazioni di prestiti e finanziamenti sono pressoché sostanzialmente diminuite: processo che non fa altro che alimentare la crisi economica. Come un cane che si morde la coda, infatti, le aziende vanno alla ricerca di finanziamenti, mentre le banche si muovono, in questo comparto, con molta rigidità, per prudenza.

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