Creo famiglia con Bancoposta

Luglio 14, 2009

Oggi giorno metter su famiglia è davvero un grosso sacrificio. Le spese sono innumerevoli a partire dal matrimonio in sé e per sé, ma anche e sopratutto per quelle spese senza le quali creare una famiglia è solo un miraggio. Le spese sono tante e sempre più imponenti, specialmente quando arriva il frutto di una unione come un figlio, o magari due.
Per questi tipi di necessità, ecco che le Poste Italiane, grazie alla sezione bancaria e finanziaria di Bancoposta, propone una soluzione specifica e mirata a queste tipologie di esigenze, bisogni e necessità. Il prodotto creditizio a cui si fa riferimento si chiama, molto semplicemente e allo stesso tempo con una carica suggestiva molto forte, Creo Famiglia.
Vediamo, nello specifico, di cosa si tratta in maniera approfondita. Esso ha, innanzitutto, l’obiettivo di dare maggiore serenità a chi ha deciso, come si sottolineava prima, metter su famiglia e programmare il proprio futuro a partire da un bambino. Infatti, chi possiede un conto corrente Bancoposta, può ottenere – molto rapidamente – un finanziamento in maniera molto conveniente, in somma totale che può variare dai 1 e 500 euro, fino ad un massimo di 15 mila euro a nucleo familiare, mentre il piano di ammortamento – il periodo cioè, entro il quale la somma versata da Bancoposta deve essere restituita, con gli interessi di cui si dirà dopo, e secondo precise scadenze – potrà variare da un minimo di 18 mesi (un anno e mezzo), fino ad un massimo di ben 84 mesi (è ovvio che la lunga e massima scadenza fa riferimento, più che altro, alle cifre più elevate di credito concesso al beneficiario che è, allo stesso tempo, anche il debitore.
I tassi applicati sono particolarmente vantaggiosi: il Tan – ovvero il tasso annuo nominale – può ammontare, nella sua quota massima, al 7%, mentre il Taeg – il tasso annuo effettivo globale, cioè, anche definito secondo il nuovo acronimo dell’indice sintetico ISC – può raggiungere un valore massimo del 7,24%.
Per quanto riguarda le spese, invece, ecco la lieta sorpresa: non ce ne sono. Si, proprio così: né per quanto riguarda l’istruttoria, e neanche per quanto riguarda l’incasso della rata o l’invio delle varie comunicazioni cartacee.
Per richiedere il prestito, presso tutti gli uffici postali, vanno presentati documenti specifici come il certificato di matrimonio (o della sua pubblicazione) o quello di nascita.

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