Incentivi elettrodomestici : un grande “flop “

agosto 3, 2009

Un grande  flop, ecco come possono essere definiti gli incentivi creati dal governo in carica, per produrre un aumento per quanto riguarda le  vendite di mobili, elettrodomestici, tv e computer. In realtà, il miglioramento che doveva essere prodotto non c’è stato, anzi,  le vendite continuano a perdere il 30-40%. Così in fin dei conti come è successo per  la Social card e il Bonsu famiglia. Il bilancio di Federlegno e di Anie, associazione delle aziende elettrotecniche ed elettroniche è del tutto negativo. La colpa sarebbe della stretta correlazione che esiste con le ristrutturazioni edilizie che è  in forte calo,  e che hanno reso le procedure molto più complicate. La riprova è che gli incentivi diretti alle due ruote, motorizzate e non, sono invece andati alla grande. Tra le misure anticrisi, a febbraio sono state messe in campo detrazioni fino al 20% delle spese per un tetto massimo di 10mila euro per l’acquisto di mobili, elettrodomestici ad alta efficienza energetica, tv e computer. A fronte però di interventi di ristrutturazioni abitative che nei primi 4 mesi dell’anno rispetto al 2008, hanno conosciuto dei forti cali. A sei mesi di distanza il bilancio è assolutamente negativo. «Zero assoluto – dice il presidente di Federlegno-Arredo, Rosario Messina – l’iniziativa vincolata alle ristrutturazioni edilizie ha complicato le procedure e fatto sì che i benefici siano stati pressoché nulli». Pochissime le domande, «non sono arrivate a 100 in tutt’Italia, il mercato non le ha prese in considerazione». «Il fatturato di settore ha conosciuto cali fino al 40% in un anno – continua Messina – alcuni mercati esteri non esistono più, molte le aziende che non riapriranno in settembre. Quadro che non cambia purtroppo per i produttori di elettrodomestici. «Una flessione drammatica del 30-35 per cento – dichiara Guidalberto Guidi, presidente Anie – Qualche spiraglio si intravede a giugno ma certo non legato agli incentivi». Entrambi i settori si sono rivolti al governo chiedendo di trovare una soluzione adeguata, magari cercando di riformulare le modalità di creazione dei  bonus.

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