Banche italiane: le più care

settembre 23, 2009

Direttamente da Bruxelles, un dossier che sta scuotendo le viscere delle banche dal profondo: in Italia, gli istituti di credito sono i più cari della vecchia Europa. L’accusa arriva direttamente dalla Commissione Europea, e sembra anche fondata. Dopo mesi e mesi di analisi, previsioni, dati, statistiche, la Commissione si è messa a fare i conti in tasca a tutti i risparmiatori dell’Unione europea, i numeri parlano chiaro e questi conti non tornano. E, anche sul lato della trasparenza, le banche italiane non sembrano proprio in regola coi parametri europei minimi richiesti. Se mai, li rifrangono come specchi. Sono soprattutto i “prezzi occulti” che fanno salire alle stelle i costi totali di gestione di un conto. Spesso, i consumatori non ambiano nemmeno banca non solo perché non sanno quanto effettivamente sono i costi che sostengono, ma non sanno nemmeno quelle delle altre banche e spesso non sanno nemmeno di poter chiudere un conto. Secondo l’indagine, a restare nella disinformazione sembra il 42% dei correntisti.  I più informati ripensano ad un’eventuale chiusura di un conto corrente perché quest’operazione – che dovrebbe esser semplice e snella – è persino più costosa del conto aperto! Sono circa il 33% i conti che non forniscono indicazioni chiare, precise e trasparenti. In sostanza, non c’è affatto trasparenza sui prezzi dell’offerta. Subito le associazioni di categoria italiane si sono mobilitate per difender ei loro interessi, ma le prove sembrano incontrovertibili. Il dossier della Commissione Europea denuncia chiaro che in Italia, un conto corrente, costa in media più di 250 euro a persona, contro i 178 degli spagnoli, i 154 dei francesi, 103 del Regno Unito e i nemmeno 90 euro della Germania. Con la Bulgaria non c’è partita: lì i conti correnti costano appena 28 euro. Insomma, un record negativo che certamente non è interesse degli altri Paesi imitare. Il costo dei conti correnti è così pesante sul bilancio familiare se si pensa che l’uso di questo servizio è secondo solo a quello dell’energia elettrica. E se si è un cliente con un conto corrente “importante”, il costo di gestione arriva anche a oltre 800 euro. Dal canto suo, l’ABI, l’associazione bancaria italiana, difende la sua categoria. Corrado Faissola, il presidente dell’ABI, fa sapere a Bruxelles che i conti e le cifre da loro forniti sono errati. In Italia, secondo l’ABI, i conti correnti costano poco più di 100 euro in media ogni anno; 107 euro, per esser precisi. Tutto al ribasso rispetto alla media europea?

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