Crisi e risparmi degli italiani
settembre 30, 2009
Ecco gli ultimi risvolti della crisi economica. Nel clima di generale insicurezza, che ha coinvolti tutto il mondo economico e finanziario, gli ultimi dati diffusi dalla Cgia di Mestre ed elaborati a partire dalle informazioni in mano alla Banca d’Italia, parlano di un piccolo aumento della ricchezza delle famiglie italiane. Il reddito, infatti, sembra salito a oltre 8 mila miliardi di euro: per esser precisi, a 8338 miliardi. nonostante ciò, i debiti tengono ben salda la loro morsa: si parla di un aumento dell’indebitamento delle famiglie italiane di un +81,3%, durante gli anni di rilevazione. A creare questo insieme di attività, nel bilancio delle famiglie, è soprattutto il comparto casa. Il settore immobiliare di proprietà rappresenta più della metà della ricchezza totale degli italiani; questo settore, anche se tiene ancora banco, ha subito comunque una flessione nel periodo osservato del 16,9%. In flessione sono le attività finanziarie, quindi le liquidità, i depositi negli istituti bancari, i titoli di credito e di proprietà come le azioni e le obbligazioni, i risparmi depositati presso i conti correnti anche postali. Il macigno che tira inesorabilmente giù i debiti è rappresentato in prima istanza soprattutto dalle varie tipologie di mutuo, per la casa o per il credito al consumo, debiti commerciali per il finanziamento delle proprie attività, e dai prestiti in genere a medio o a lungo termine. Il valore reale delle passività ammonta a un +6,7% nel solo 2009. e, se incrociamo il dato delle passività con quelle delle attività, ci accorgiamo che la ricchezza reale degli italiani è al di sotto dei 4000 euro. questo anche a causa dell’aumento dei prezzi al consumo, cioè del prezzo finale dei beni, ce nel periodo di osservazione è aumentato del +15,4%. Di nuovo, però, è un’informazione da trattare con le molle, perché sarebbe opportuno fare una distinzione tra le varie regioni italiane. I dati fin qui elencati, infatti, riguardano una media omnicomprensiva. Ma c’è, sostanzialmente, una differenza di reddito considerevole tra le fasce geografiche e quindi, anche tra quelle sociali. La ricchezza delle famiglie è comunque sufficiente per battere e tenere così a freno anche l’inflazione. Ma la disoccupazione e il debito pubblico, nemmeno quello, riescono ad avere una flessione.
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