Italia : colazione “amara” sia a casa che al bar
Ottobre 13, 2009
La colazione conviene farla sempre a casa se è possibile, ma comunque, sia al bar sia fra le mura domestiche, i prezzi sono aumentati: infatti, caffè e cornetto al bar costano il 5% in più rispetto al 2008, mentre per la prima colazione a casa si spende in media il 4% in più. E questo tipo di aumenti influenzano negativamente le abitudini alimentari degli italiani: rispetto a due anni fa, infatti il 4% in più non fa colazione e il caffè al bar è diventata un’abitudine solo per un consumatore su dieci, il che non è affatto auspicabile, in quanto i nutrizionisti, non fanno che mettere in evidenza quanto sia importante assumere delle calorie di prima mattina, per poter condurre una giornata al meglio. Questi, sono solo alcuni dei risultati a cui giunge un’indagine condotta dell’Adoc proprio sulla prima colazione. Nel dettaglio, dall’ indagine emerge che, a casa i biscotti segnalano più 14,8%; più 6,9% il caffè classico e più 5,6% l’orzo; più 4% le merendine, più 12,6% lo yogurt alla frutta, in calo del 2% solo i succhi di frutta. Al bar caffè e cornetto salgono a più 5% rispetto al 2008, il cappuccino a più 4%. “I rincari incidono non solo sul portafogli, ma anche sugli stili di vita degli italiani: secondo un sondaggio dell’Adoc è in aumento il numero degli italiani che la mattina non fa colazione, una scelta condivisa dal 12% dei consumatori, il 4% in più dal 2007, quando iniziò la crisi - afferma il presidente Carlo Pileri - E i prezzi elevati dei bar spingono circa 9 italiani su 10 a fare abitualmente, almeno 5 giorni a settimana, colazione a casa”. A casa infatti si arriva a risparmiare fino all’800%. Per Adoc una soluzione per rilanciare i consumi presso i bar e caffetterie potrebbe essere quella di aumentare il valore defiscalizzato dei buoni pasto. “Uno spuntino veloce come tramezzino e succo di frutta costa 4,70 euro – continua ancora Pileri - poco meno del valore defiscalizzato di un buono pasto, attualmente a quota 5,29 euro. Un valore inadeguato al costo della vita, se si pensa che in Spagna il valore defiscalizzato è di 9 euro, circa il 70% in più dell’Italia, in Francia 7 euro, in Portogallo 6,70 euro”.
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