Le caratteristiche dei bond subordinati

ottobre 28, 2009

Spesso si decide di investire il proprio denaro, in modo che questo dia dei frutti e delle remunerazioni. I clienti quindi si recano nelle banche per chiedere ai consulenti come sia meglio investire il proprio denaro, e le soluzioni sono principalmente titoli di credito, cioè le obbligazioni, titoli di proprietà, cioè le azioni, e i titoli di Stato, come i BOT. Le obbligazioni, tra questi, sono i titoli meno rischiosi da un punto di vista finanziario. L’emissione di titoli obbligazionari è fortemente aumentata in questo periodo di crisi, non a caso. Tenendo a mente che ne esistono 4 principali tipologie, sono soprattutto redditizie quelle così dette subordinate, che non hanno una scadenza nel vero senso del termine come le obbligazioni “normali”, o comunque è molto lontana, ma considerano una clausola di rimborso anticipato, detto “call”. Il rischio di tali titoli spesso è correlato solo ad un fallimento dell’istituto bancario o alla sua insolvenza o al rimborso posteriore a quello di altri clienti “senior”.  Le obbligazioni fanno parte del capitale di vigilanza di una banca, e come succede per le azioni sono i titoli che vanno ad ammortizzare i rischi del capitale e le perdite. Ecco perché, in casi di crisi, sono titoli piuttosto volatili. Ma sono comunque un investimento piuttosto sicuro quando si sceglie oculatamente l’istituto o l’ente di cui diventare creditore; ovviamente si sceglie di finanziarie qualcosa che abbia una certa solidità. Le obbligazioni, come già detto, spesso prevedono una clausola di liquidazione anticipata; qualora ciò non fosse contemplato nel contratto dell’obbligazione, la cedola acquista molto più valore: è il così detto “step up”. Il capitale rimane intatto, fatto salvo i casi d’insolvenza che, ripetiamo, sono evitabili con un investimento oculato. Un altro rischio imputabile alle obbligazioni subordinate è quello chiamato extension risk, cioè l’incertezza relativa alla data di effettiva scadenza.
Molte obbligazioni sono state rilasciate poiché le banche avevano bisogno di liquidità, e le obbligazioni non solo davano credito ma hanno anche reso, in secondaria istanza, i finanziamenti più accessibili proprio perché le banche disponevano di un certo capitale.

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