Mutui e Euribor
ottobre 10, 2009
Novità per chi possiede un mutuo a tasso variabile. Negli ultimi mesi si era assistito a un andamento altalenante dei tassi a causa dell’Euribor. Il tasso Euribor a tre mesi, tendeva comunque a tenersi sempre su valori piuttosto bassi, che impedivano alle rate dei mutui di schizzare alle stelle all’improvviso. In questi giorni, invece, il tasso Euribor, che indica il valore con cui si indicizzato i mutui a tasso variabile in Italia, dopo tutta la serie di ribassi è tornato a salire, passando a un +0,75%. Fino a pochi mesi fa, il suo valore si aggirava intorno al 3%: chi ha avuto la fortuna di sottoscrivere un mutuo a tasso variabile si è trovato inspiegabilmente sotto una fortunata congiuntura. Il rialzo non sembra ancora, secondo le stime degli economisti, una prospettiva di un potenziale rialzo costante nel prossimo futuro. Più che altri, sostengono gli esperti, è un rialzo di natura puramente tecnica. In questa congiuntura, è anche capitato che la Banca Centrale europea si sia trovata nelle giuste condizioni per immettere maggiore liquidità – e con costanza – nei mercati europei. Questa maggiore liquidità porterà, insomma, per coloro che hanno sottoscritto in questi giorni un mutuo a tasso variabile, una possibilità per cui non è improbabile ipotizzare che ben presto il tasso definitivo lordo possa attestarsi per qualche tempo ad una quota intorno all’1% per i tassi di interesse dei mutui a breve e brevissimo termine. Tali mutui a breve termine quindi sarebbero eccezionalmente vantaggiosi, dato che sfrutterebbero in pieno l’ondata positiva del ribasso, gravando per poco tempo e con una spesa relativamente contenuta sulle spalle del sottoscrivente. Appunto, questa congiuntura potrebbe durare poco: gli studi degli esperti in materia sostengono che dal prossimo anno, con la tanto desiderata ripresa economica, è ipotizzabile un rimbalzo dei tassi d’interesse. Tale aumento potrebbe essere sia lento e progressivo, ma costante, sia improvviso e brusco: purtroppo ancora non è dato saperlo con certezza. È certo solo che porterà ad un aumento dei tassi interbancari e delle relative quote di interesse e di conseguenza dell’importo totale del prestito ottenuto.
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