Sgravi fiscali anche per le banche
ottobre 31, 2009
Anche le banche sono imprese e necessitano di liquidità. Le parole del Presidente dell’ABI, l’associazione bancaria italiana, Corrado Faissola, non lasciano molti dubbi. Le banche necessitano ancora di interventi forti e strutturati per avere liquidità. E se le banche hanno liquidità, potrebbero non solo riuscire a ripianare i propri debiti ma anche a finanziare le imprese e i cittadini. Faissola augura che si prendano provvedimenti per alleggerire il carico fiscale sulle banche, che renderebbe così le imposte allineate alla media europea; soprattutto, sono da riguardare Ires e Irap considerate troppo elevate, in modo anche da contenere le svalutazioni: il regime fiscale sarebbe troppo esoso da sostenere per gli istituti bancari italiani. Le banche italiane sono quindi svantaggiate rispetto a quelle europee? Sembrerebbe di sì secondo il presidente dell’ABI, perché in Italia non c’è da anni una revisione sulla normativa fiscale, non sono stati presi provvedimenti forti contro la svalutazione, né accordi per la ristrutturazione dei debiti. Solo così si possono trattenere gli utili, fino ad un 20% in più rispetto ad adesso. Non tutto è da condannare: secondo Faissola, in un clima generale di freno verso gli investimenti, i finanziamenti sono rimasti tutto sommato adeguati alle richieste. Del resto, l’Italia è stato l’unico Paese europeo a dare ingenti contributi alle banche piuttosto che alle imprese, nel tentativo di rilanciare l’economia. Faissola però sostiene che ci sia stato anche un indebolimento della domanda di prestiti. I dati diffusi da numerosi studi, invece, smentiscono questo fatto: la domanda c’è, eccome; se mai, sono aumentate le domande respinte, per cui il numero dei mutui accesi è diminuito. Un ulteriore provvedimento che invece si rende necessario per non ritrovarsi in situazioni critiche di emergenza è l’adeguamento e il calmieramento degli stipendi dei top manager. Si promettono interventi tempestivi.
Vuoi dire la tua?



