Carte revolving: è boom
Novembre 26, 2009
In questi ultimi anni hanno avuto molto successo le così dette carte revolving, cioè delle vere e proprie carte di credito, che concedono la possibilità di rimborsare ratealmente il saldo alla fine di ogni mese. Hanno un tasso calcolato in base al Taeg e al Tan, così ogni rata ha un importo minimo che può essere scelta dal cliente; di solito, i tassi sono intorno al 5% o al 10%. Il proprietario della carta può così ottenere un prestito, che non rimborsa direttamente col primo estratto conto, ma che può restituire nel tempo, con rate flessibili. In questo modo, si possono sostenere delle spese anche prima che venga accreditato lo stipendio o comunque prima che queste carte vengano ricaricate, e di pagare in un secondo momento. Certo, c’è il rischio che non ci si renda conto delle spese e che quindi la carta vada “in rosso” più di quanto ci si aspetti; ma è proprio qui che interviene la rateizzazione del pagamento. Le carte revolving nel 2008 hanno avuto un vero boom: in Italia ne circolavano più di 14 milioni e mezzo, e i numeri erano in aumento, fino a quasi un +3% nel primo semestre di questo anno. I pagamenti rateali, però, rappresentano dei costi. Anzi, a volte anche dei veri e propri salassi. È questo il monito che giunge da Bankitalia. Secondo un’indagine effettuata proprio da Bankitalia, infatti, risulta che alcuni istituti di credito applicano alle carte revolving dei tassi che sfiorano il 1%, quindi praticamente al limite dei tassi di usura. E ovviamente, ben oltre i tassi della media europea. Quindi, per evitare spiacevoli inconvenienti è necessario che, al momento della sottoscrizione di un contratto per una carta revolving, si controllino attentamente tutte le modalità di pagamento e i tassi d’interesse sulla restituzione del finanziamento, sulle caratteristiche del prestito. Soprattutto, valutare attentamente il Taeg e il Tan. Specialmente il Taeg, cioè il tasso annuo effettivo globale.
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