Famiglie Italiane : troppe spese obbligate
Novembre 13, 2009
Le famiglie italiane spendono oramai quasi il 40% del loro stipendio per far fronte alle cosiddette “spese obbligate“, ovverosia quelle che riguardano il canone di locazione, le bollette di luce, gas e acqua, l’Rc auto ed i servizi bancari. Il dato, in particolare, emerge da “Il commercio dentro la recessione“, una ricerca effettuata dell’Ufficio Studi della Confcommercio. Nel dettaglio, dal 1970 ad oggi l’ influenza delle spese obbligate su quelle complessive delle famiglie italiane, è passata dal 23,30% al 38,8% dello scorso anno; nel frattempo, dal 2000 al 2008, i consumi delle famiglie sono cresciuti, mediamente, di appena lo 0,5%. E per il 2011, l’Ufficio Studi della Confcommercio non fa previsioni favorevoli, infatti stima che l’incidenza delle spese obbligate salirà, seppur lievemente, fino a portarsi al 39%. Secondo il direttore dell’Ufficio Studi della Confcommercio, Mariano Bella, in questi anni c’è stato e c’è ancora una sorta di drenaggio di spese che dai beni liberalmente commercializzabili si sposta verso le spese obbligate, ovverosia a favore di quei settori che risultano essere parzialmente o totalmente protetti. Di certo non favorevole per le famiglie è anche l’ aumento dei prezzi: Mariano Bella ha infatti messo in evidenza come dal 1970 ad oggi i prezzi collegati alle spese obbligate siano cresciuti di 27 volte, mentre quelli commercializzabili sono cresciuti di 16 volte ed ancor meno se si prendono in considerazione solo i generi alimentari, per i quali l’inflazione negli ultimi 40 anni è stata più bassa. Quest’anno si conteranno inoltre, 130 mila lavoratori in meno e la cifra nel 2010 crescerà raggiungendo quota 180 mila. Le ore di cassa integrazione concesse nei primi nove mesi del 2009 nel settore del commercio equivalgono da sole all’ammontare complessivo di quelle totalizzate nell’ultimo triennio, e rispetto allo scorso anno il numero di ore di Cig concesse tra gennaio e settembre del 2009 ha fatto segnare un +330%.
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