Il “Piano famiglie” dell’Abi

novembre 18, 2009

L’ABI ha varato un provvedimento che rende possibile la sospensione della rata, per una durata di 12 mesi, nella restituzione di un prestito per l’acquisto della prima casa. Questo provvedimento, però, ha dei costi, ancora non ben definiti dall’ABI. Nel frattempo, sono le singole banche (come MPS, Monte dei Paschi di Siena) che hanno intrapreso la sospensione della rata in maniera autonoma già dallo scorso febbraio. dallABI sis aspettano anche delucidazioni circa le modalità di recupero degli interessi che, nonostante la sospensione, verranno maturati: questi potrebbero essere dilazionati durante un periodo di ammortamento e magari esser accompagnati da una ridefinizione della rata.
Le prime stime dicono che saranno circa 100mila le famiglie coinvolte e interessate, per un giro di affari complessivo di circa 8 miliardi. Già dal 3 agosto l’ABI aveva promosso una moratoria per il pagamento delle rate dei mutui, riservato a persone particolarmente in difficoltà, come disoccupati o cassaintegrati. Le famiglie, per poter accedere al Piano Famiglie, devono aver sottoscritto un mutuo ipotecario e possono così richiedere la sospensione del pagamento delle rate per un periodo totale massimo di 12 mesi. In genere, a poter usufruire della sospensione della rata saranno coloro che hanno perso il lavoro dipendente a tempo indeterminato, o che abbiamo concluso il loro contratto a tempo determinato; coloro che hanno smesso la propria attività in proprio, coloro che hanno perso per decesso il componente della famiglia che procurava reddito e infine, coloro che abbiano usufruito di misure di sostegno del reddito come Cig e Cigs. Monte dei Paschi di Siena ha anche consentito un dilazionamento per il credito al consumo, per i debiti contratti per l’acquisto di auto o mobili; in questo secondo caso, però, la dilazione non è di 12 ma di 6 mesi. Ogni caso che richiederà la sospensione della rata sarà un caso a sé, con precipue esigenze. Per esempio, nella sospensione della rata per il così detto “Piano Famiglie”, è previsto che il provvedimento potrà interessare direttamente i soggetti con problemi di insolvenza e di indigenza oggettiva, con criteri che saranno però stabiliti da ogni singola banca. Inoltre, saranno accessibili convenzioni particolari stipulate singolarmente da Regioni, comuni e anche con la CEI, la conferenza episcopale italiana. Inoltre, è a discrezione della banca la scelta di aderire o meno al Piano Famiglie.

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