Italia: si consuma sempre meno pesce

novembre 12, 2009

In vista dei consumi per  le feste di Natale e  per i  cenoni di Capodanno, è necessario che nel nostro Paese vengano ridotti e anche di molto,  i prezzi per cercare di rilanciare un settore che dovrebbe avere soprattutto per la nostra alimentazione una certa importanza e cioè il  settore ittico e, di conseguenza, il consumo di pesce da parte delle famiglie italiane. Anche il comparto ittico, infatti, sente e non poco,  la crisi con un calo dei consumi pro-capite da parte degli italiani. In particolare, secondo quanto riporta la Federconsumatori, nel 2009 il consumo pro-capite di pesce è atteso in calo a 21 chilogrammi rispetto ai 23 chilogrammi dello scorso anno; anche il pesce, quindi, inizia con più frequenza a mancare sulle tavole degli italiani a causa del calo del loro potere d’acquisto e nonostante si tratti di un alimento molto importante per un’alimentazione sana e corretta, ma purtroppo i prezzi troppo elevati fanno si che sempre più spesso davanti ai banconi del pesce,  non ci sia mai  tanta gente  che attende il proprio turno. A pagare a caro prezzo la contrazione dei consumi sono chiaramente anche coloro che lavorano duramente in questo settore che, oltre al calo della domanda, devono far fronte sia all’inasprimento dei costi, a partire da quelli energetici, sia al degrado dell’habitat naturale. La ricetta proposta dalla Federconsumatori per invertire questo scenario fortemente  negativo, a favore delle famiglie e del settore pesca, è quella formulata oramai da diverso tempo: occorre detassare le tredicesime per lasciare più soldi in tasca alle famiglie in vista del Natale e del Capodanno,  come già abbiamo affermato in questa sede, e contestualmente occorre anche tagliare i prezzi del 20%, anche quelli del pesce in modo da dare una spinta al consumo.

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