Prestiti in Eurozona

novembre 17, 2009

Grazie alla Banca Centrale Europea sono disponibili i dati relativi ai prestiti del settore privato del mese di settembre 2009. Nell’Eurozona la massa monetaria è rallentata rispetto all’osservazione dell’anno passato e all’osservazione fatta durante l’estate: si riscontra un +1,8% rispetto al 2,6% previsto; l’anno scorso, nello stesso periodo, la crescita era del 3,1%. I prestiti del settore privato, insomma, sono diminuiti dello 0,3% rispetto allo 0,1% dell’agosto 2008 durante il trimestre di rilevazione che è andato da luglio a settembre. È inevitabile quindi, come già sta prevedendo la BCE, che le banche debbano correre ai ripari, per prevenire un collasso. Una possibile manovra a vaglio delle ipotesi delle direzioni centrali è quella di abbassare le soglie minime per gli standard richiesti nell’accesso al credito. Questa manovra interesserà sia i privati sia le aziende, in modo tale che sia almeno lievemente più facile poter aver accesso al credito. Questo avviene nonostante le prime modifiche già avvenute per l’accesso al credito, per evitare un nuovo calo simile a quello dell’anno scorso, quando si passò da 21% all’8% a causa delle modifiche delle banche, che resero fin troppo rigido l’accesso al credito per i privati soprattutto. La stretta creditizia sembra a una svolta, dunque. Un primo segnale era già arrivato anche dal numero di banche che applicavano parametri rigidi per i mutui ipotecari, in forte calo dalle indagini condotte, segno di una minore preoccupazione. Certo, il fantasma della crisi economica e soprattutto i suoi strascichi hanno ancora il fiato sul collo del sistema bancario, e quindi non si arriverà mai a un lassismo totale, ma almeno a condizioni di mercato più normali e sostenibili, anche alla luce dei provvedimenti che in Italia hanno portato alla surrogazione e alla portabilità dei mutui: fenomeni che hanno portato via buone fette di mercato a tante banche soprattutto per i prestiti ai privati. In controtendenza, c’è l’aumento dei prestiti a fini immobiliari. In tempo di crisi e di incertezza, insomma, si è scelto di investire sul sicuro, nel mattone.

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