Bankitalia: prestiti in calo per le imprese

dicembre 15, 2009

Da palazzo Koch, in via Nazionale in Roma, sede della Banca d’Italia, un comunicato stampa del Governatore dell’istituto fa sapere che i prestiti alle imprese, nell’ultimo periodo, hanno segnato un leggero calo, il che ha fatto nuovamente gelare le prospettive di impresa e le imprese degli imprenditori. Sopratutto di quelli più piccoli, veri e propri motori pulsanti dell’economia complessiva italiana, ma anche i soggetti più colpiti dalla crisi internazionale dell’economia e dei mercati.
I dati, in particolare, parlano di una frenata del credito concesso ai soggetti imprenditoriale per quanto riguarda lo scorso mese di ottobre (in attesa dei dati di novembre, le cui previsioni non dovrebbero avere sostanziali novità, non in positivo almeno, ma è tutto da verificare e se ne riparlerà a gennaio). Venendo ai numeri, i dati analizzati e pubblicati dalla Banca d’Italia, parlano di un sostanziale calo pari all’1,6% di prestiti in meno che riguardano, ovviamente, le imprese non finanziare ovvero produttive (commerciali, dei servizi, industriali e così via): come si diceva prima, quel complesso comparto che riguarda l’economia reale e non le speculazioni economiche finanziaramente intese.
La tendenza, nello specifico, parla di un meno 0,1% in meno di settembre, il che significa, ulteriormente, che bisogna di nuovo stare all’erta, probabilmente. Seppure i rischi di credit crunch, di stretta del credito (stallo dei prestiti concessi, rispetto alla domanda, accentuata dalla crisi stessa), sembra comunque un ricordo relativamente lontano, quanto meno scongiurato, almeno per il momento.
In tutto ciò, i dati del relativo istituto europeo delle banche e dei prestiti finanziari, ovvero della Banca Centrale Europea (o BCE) di Francoforte, presieduta da Trichet, non parlano di grande miglioramento per quanto riguarda i prestiti concessi nel vecchio continente, almeno per quanto riguarda l’area dell’euro. Anzi, sottolineano tutt’altro. Se i prestiti segnano un lieve rialzonei pagamenti (1,75% pari a 82 milioni, inoltre, aumentano i prestiti in sofferenza, segnando, nel corso degli ultimi 12 mesi, un aumento di oltre 10 miliardi.

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