La Surroga con BancoPosta

gennaio 22, 2010

Tra le varie possibilità, nell’ambito del mercato dei mutui, c’è quello della strategia della surroga. Infatti, con il cosiddetto decreto Bersani, il contraente un mutuo, al pari di un cliente di telefonia mobile o fissa o ancora di fornitura energetica, può chiedere che il proprio debito venga trasferito presso un altro istituto bancario, creditizio o finanziario che, evidentemente, offre, allo stesso cliente, una offerta e possibilità commerciali e amministrative naturalmente migliorative: tanto nei costi quanto nelle modalità di rimborso, nei tassi applicati e nel periodo previsto di ammortamento, nei servizi applicati come nelle possibilità accessorie concesse. E così via.

Tra i vari soggetti che si sono adibiti alla possibilità di utilizzare tale strumento commerciale e finanziario insieme, ci sono i prodotti BancoPosta Mutui. Questi, in particolare, sono molto vari e calibrati secondo le esigenze e le dinamiche finanziarie rese operativamente realizzabili dalla già citata legge già decreto numero 40 del 2007 (nello specifico, caso, all’articolo 8 relativamente alla portabilità dei mutui).

Essi si differenziano per alcune caratteristiche e tipologie essenzialmente strutturali e creditizie. C’è così il mutuo a tasso fisso, classico del mondo dei prestiti, che da la certezza di avere una rata costante nel tempo, senza quindi essere condizionato dalle oscillazioni del mercato finanziario: nota dolente degli ultimi anni di crisi finanziaria, credit crunch, contrazioni dei prestiti e bolle immobiliari varie, in Italia e nel mondo.

Fa da corrispettivo il mutuo a tasso variabile, il quale, per l’appunto, segue l’andamento del mercato internazionale, ma non lascia da solo l’utente mutuatario e contraente nella fattispecie in cui esso si trovi coinvolto in una situazione di grave crisi: sono previsti, infatti, anche seguendo la normativa vigente, sistemi di controllo, assicurazione e sostegno.

Il mutuo a tasso misto, invece, unisce le positività e le possibilità – di rischio – dei precedenti strumenti.
Gli altri strumenti del mondo BancoPosta, che è possibile richiedere in sede di surroga e quindi portabilità sono il Mutuo a rata decrescente, il mutuo con inizio solo interessi ISI, il mutuo Affitto. Il primo di questi tre prevede che il piano di ammortamento sia costante nell’interesse applicato, ma decrescente nella somma della rata del rimborso mensile.

L’ISI prevede quindi rate più basse all’inizio e il mutuo pensato per gli affitti ha una rata costante con durata variabile. Lo spread applicato, in tutti i casi è dell’1,5%, la somma richiedibile non può essere inferiore a 50 mila euro e la durata non superiore a 30. L’anzianità del mutuo precedente, infine, deve essere di almeno 1 anno.

Tassa sui rifiuti : le famiglie pagano sempre di più

gennaio 20, 2010

Nel 2009 la tassa sui rifiuti solidi urbani (Tarsu) è aumentata mediamente del 4,9% rispetto all’anno passato.  Le famiglie italiane quindi,  hanno pagato mediamente 205,62 euro annui (2,57 euro al metro quadrato) a fronte dei 195,95 euro del 2008 (2,45 euro al metro quadro).  In 5 anni (2005-2009), l’aumento medio è stato del 17,8% (31 euro pro capite). Questo è quello che  emerge da uno studio del servizio politiche territoriali della Uil, analizzando le tariffe per le utenze domestiche della Tarsu delle 104 città capoluogo di provincia. 

 ”La ricerca – spiega il segretario confederale Guglielmo Loy – ha preso come campione un nucleo familiare di quattro persone con una casa di 80 metri quadrati, un reddito imponibile ai fini Irpef di 36mila euro e un reddito Isee di 17.812 euro”.  A seguito della decisione della Corte costituzionale, che nel luglio scorso ha sentenziato che la tariffa (Tia o Tari) si configura come un tributo e che pertanto non si deve applicare l’Iva, i rimborsi per i 5,8 milioni di contribuenti interessati ammontano a oltre 933 milioni di euro dal 2000 a oggi, pari a 161 euro pro capite. 

Questi rimborsi riguarderanno i contribuenti che risiedono nei 1.193 Comuni, quasi tutti concentrati nel Centro-Nord che negli anni hanno adottato il regime tariffario, di cui 47 città capoluogo (tra le quali Roma, Venezia, Firenze, Trento, Bolzano). 

Dal rapporto emerge che lo scorso anno 44 città hanno aumentato le tariffe della Tarsu-Tia con punte del 65,2% a Benevento (127,80 euro pro capite), del 60,3% a Napoli (136,30 euro pro capite), del 56,5% a Reggio Calabria (43,20 euro pro capite), del 50% a Ragusa (63,28 euro pro capite), del 37,2% a Trapani (54,14 euro pro capite). Rimangono, invece, invariate in 58 città, mentre diminuiscono in 2 città: a Pordenone (-9%) e Livorno (-2,2%). Tra le città più care ci sono Napoli con un prelievo, di 362,50 euro medi annui (4,53 euro al mq.); Salerno 330,00 euro (4,12 euro al mq,); Siracusa 325,68 euro (4,07 euro al mq.); Livorno 323,85 euro (4,05 euro al mq.); e Benevento 323,80 euro (4,05 al mq.).

Per quanto riguarda quelle dove si spende meno, ci sono Isernia, dove per la tassa sui rifiuti si paga mediamente 78,10 euro (0,98 euro al mq.); Matera 100,30 euro (1,26 euro al mq.); e Cremona 111,30 euro (1,39 euro al mq.).

Da Unicredit un credito express

gennaio 20, 2010

Per chi ha fretta di ottenere un prestito, Unicredit ha pensato di offrire una linea di credito al consumo e prestiti finalizzati e non adatte alle più svariate esigenze della crescente fetta di consumatori di prodotti finanziari: “per ogni progetto, c’è il giusto prestito” recita infatti il titolo dei prestiti del grande colosso bancario italiano.
I prodotti offerti sul mercato, in particolare, facente parte di questa linea di credito, sono sei. Essa, in particolare, ha il nome di CreditExpress, e sotto questa macro-denominazione vi sono presenti, per l’appunto, i sei prodotti finanziari. La linea, manco a dirla, si vuole caratterizzare per la facilità di accesso al prodotto (quindi al credito) e per la velocità di ottenimento (quindi di erogazione monetaria) dello stesso.

Questi sei prodotti sono, rispettivamente: CreditExpress Compact, Premium, Dynamic, Top, Energia, Dynamic online. Vediamoli uno ad uno nelle loro particolarissime peculiarità.
Il CreditExpress Compact è il prestito che permette di estinguere tutti i precedenti prestiti: nonostante siano attivati con banche o gruppi finanziari differenti da quelli di Unicredit. In questa maniera, con una unica rata mensile, il debitore accorpa in una unica soluzioni le varie condizioni debitorie di cui si è fatto carico per i più svariati motivi (acquisto dell’automobile, di elettrodomestici, di spese sanitarie o per lo studio, per una vacanza o il matrimonio e così via).

Con il prestito Premium, invece, è possibile ottenere finanziamenti fino a ben 30 mila euro, rimborsabili in comode rate mensili fino ad un periodo di ammortamento di 84 mesi (il minimo è, invece, di 3 anni). Con l’espresso premium, inoltre, l’utente riceve un bonus dell’1% in meno sul tasso di interesse annuo. Per ottenerlo basta pagare sempre in regola. Prestito dinamico, invecem ha la peculiarità di essere flessibile: si può saltare la rata o cambiarne l’importo. O anche chiedere nuova liquidità. Il tasso applicato fisso e la sua durata arriva a 7 anni. È indicato, quindi, per le spese più importanti. Così come per il Top, con cui è possibile avere un prestito a tasso fisso fino a cento mila euro. Un prestito importante assistito da specifica formula assicurativa.

Di particolare novità è il prestito Energia, specificamente pensato per chi vuole finanziare l’installazione di impianti energetici; esso finanzia fino a 100 mila euro con possibilità di rimborsarli in 120 mesi.
E infine c’è il prestito da richiedere online, facile e veloce, come tutta la linea. Esso si caratterizza per la facilità di richiesta, su internet, appunto, ma è erogato in piccole quantità: da 3 a 15 mila euro, con la possibilità di ottenere un piano di ammortamento flessibile.

Indennità di disoccupazione : 2009, anno record di richieste

gennaio 20, 2010

A causa del lavoro che scarseggia sempre di più, e che non permette a nessuno di poter programmare il futuro,  lo scorso anno, in base ai dati dei primi 11 mesi del 2009, in Italia sono state presentate la bellezza di 1,7 milioni di domande di indennità di disoccupazione.

A rilevarlo è  stata la Cgil che, in particolare, non ha nascosto la propria preoccupazione in merito a quei lavoratori che, avendo fatto richiesta di indennità all’inizio dello scorso anno, adesso sono in scadenza dei termini per la fruizione del beneficio. Trattasi, nello specifico, dei lavoratori che, avendo meno di 50 anni, percepiscono l’indennità di disoccupazione per un periodo pari ad otto mesi anziché 12.

Secondo Fulvio Fammoni, segretario confederale della CGIL, occorre risalire a quante persone, rispetto al totale di 390 mila che hanno chiesto l’indennità di disoccupazione nei primi quattro mesi dello scorso anno, il beneficio è scaduto o sta per scadere; trattasi tra l’altro di dati pubblici che vanno resi noti e che, secondo l’esponente del Sindacato, sono fondamentali per capire quali decisioni prendere a tutela dei lavoratori, e soprattutto come procedere quanto prima per poter usufruire di questi soli.  Al riguardo, in particolare, la Cgil da tempo chiede, proprio per evitare che le persone rimangano senza indennità, che venga prolungato il beneficio della disoccupazione.

E intanto, Ilaria Lani, che è  responsabile per le politiche giovanili della CGIL Nazionale, ha replicato in merito alla proposta, un po’ provocatoria, fatta proprio in questi giorni del Ministro Brunetta di imporre per Legge ai giovani di andare via da casa per crearsi un futuro. Si tratterebbe di quella che è stata subito battezzata come legge “anti-bamboccioni”, per la quale il responsabile Cgil ha replicato  esattamente con questa frase :  “meno ‘boutade’ e più risposte al disagio dei giovani”.

Temporary shop anche online

gennaio 19, 2010

Probabilmente chi vive in grandi città, ma non solo,  sarà più abituato all’idea dei cosidetti temporary shop: questi sono  negozi che aprono e chiudono nel giro di poco tempo ed in cui possiamo acquistare solo determinate merci, ovviamente a prezzi particolari e sicuramente competitivi.

  Da qualche tempo però, forse non tutti lo sanno, esistono  anche  temporary shop virtuali; in questo caso però a differenza di quanto accade per i negozi “reali” il sito web alla scadenza non chiude ma semplicemente cambia il prodotto in offerta. Lo scopo principale di questi temporary shop è proprio quello di mettere in vendita prodotti di nicchia ad un prezzo speciale per pochi giorni. In Italia abbiamo in questo campo un sito importante di riferimento che è :  webtemporaryshop.com,  dove potete trovare diversi prodotti: dai televisori ai cellulari fino ai lap top.

 Per ogni prodotto troverete un orologio a scandire il count-down e sarete sempre aggiornati anche sulle quantità disponibili. WTS funziona in due modalità: 1) l ’azienda partecipa con uno o più prodotti/servizi sul sito www.webtemporaryshop.com allo scopo di promuovere la propria immagine e i propri prodotti e dando agli utenti un’offerta unica e irripetibile, all’interno di una più ampia e diversificata vetrina. 2) L’azienda crea il proprio WTS – nome azienda.webtemporaryshop.com -, presentando l’intera gamma di prodotti e comunicando con la propria identità, permettendo agli utenti di vivere un’esperienza di brand innovativa e di sicuro impatto. Il WTS, in entrambi i modelli, si configura come un rivoluzionario strumento promozionale che integra le tradizionali leve delle aziende ed offre agli utenti internet un nuovo canale con il quale interagire e soddisfare la propria curiosità.  Si tratta di un’opportunità unica nel suo genere, assolutamente originale e ricca di potenzialità.  Sicuramente è uno strumento alla portata di tutti, estremamente semplice da usare.

Italia: aumentano pizza, gelato e caffè

gennaio 18, 2010

Ecco che di seguito riportiamo una notizia non proprio confortante per tutti noi italiani. Infatti, l’Adusbef e la Federconsumatori hanno monitorato  l’andamento dei prezzi dal 2001 al 2009 di ben 99 prodotti, constatando come nel nostro Paese ci siano stati otto anni di rincari superiori all’inflazione; infatti, dei 99 prodotti monitorati, ben 87 hanno fatto registrare una crescita dei prezzi superiore all’inflazione cumulata.

In particolare, spiccano tra i rincari a tre cifre la pizza con un +155% in otto anni ed il caffè con un +104%, ma in generale tra i primi 20 prodotti con i maggiori rincari ben 15 sono alimentari o comunque riconducibili all’alimentazione, il che non è affatto positivo per le famiglie italiane che combattono quotidianamente contro il caro-prezzi soprattutto nel settore alimentare.

Da record, negativo per i consumatori, è il rincaro del cono gelato, alimento amato da noi tutti,  il cui prezzo in otto anni è addirittura salito del 290% passando da 0,77 euro a 3 euro. Aumenti maggiori rispetto alle media UE, inoltre, sono stati rilevati dalle due Associazioni in settori “protetti” come banche ed assicurazioni, con il passaggio dalla lira all’euro che poi, in base a quanto emerge dall’analisi di Adusbef e Federconsumatori, è stato adottato a pretesto per dare avvio alla speculazione sui prezzi.

Dal 2002 al 2009, infatti, le due Associazioni calcolano che la speculazione fatta di rincari tanto odiosi quanto ingiustificati abbia tolto dalle tasche dei pensionati e dei lavoratori la bellezza di 183 miliardi di euro che sono andati a finire nelle tasche di chi ha aumentato a dismisura le tariffe ed i prezzi al dettaglio dei beni e dei servizi. E se chiaramente ora in Italia ci sono milioni di famiglie che vivono vicine alla soglia di povertà, la causa è anche riconducibile a questo salasso pluriennale.

Crisi : cambiano le abitudini alimentari degli italiani

gennaio 15, 2010

In merito all’indagine Istat su reddito e risparmi delle famiglie italiane, la Cia segnala che nel 2009 sul fronte degli acquisti domestici  di prodotti alimentari si registra, in quantità, una sostanziale stabilità (una crescita del solo 0,4 per cento).  Scendono pane, carne bovina, olio d’oliva. Bene frutta, ortaggi, pasta, vini a denominazione d’origine, latte e i suoi derivati. Aumenta la spesa negli hard-discount. Il 35 per cento degli italiani,  limita gli acquisti, il 34 per cento  cerca di optare per prodotti di qualità inferiore.

Durante l’anno appena trascorso -rileva la Cia- le prime stime (i dati definitivi si avranno soltanto nei prossimi mesi) parlano di una contrazione, su base tendenziale, nella domanda di derivati dei cereali (meno 1,5 per cento), dovute soprattutto al pane, ai primi piatti surgelati e ai biscotti dolci, mentre continua a tenere la pasta, che mette a segno un aumento. Si dovrebbero registrare, in quantità, flessioni anche per la carne bovina (meno 2,2 per cento) e avicola (meno 0,8 per cento), per l’olio di oliva (meno 1,3 per cento) e per i vini e spumanti (meno 1,4 per cento).

Da rilevare che tra quest’ultimi, alla buona domanda per i vini a denominazione ha fatto riscontro una diminuzione degli acquisti di vino da tavola. Restano, invece, invariati gli acquisti domestici di carne suina, salumi, mentre crescono quelli di ortaggi (più 1,4 per cento). Una domanda più vivace, invece, si è registrata  per il latte e i derivati del latte (più 0,8 per cento), in particolare i formaggi e lo yogurt. In crescita i consumi di frutta (più 2,9 per cento).

Sempre dai dati di cui sopra, emerge che, la quota di famiglie che ha dichiarato di aver limitato l’acquisto o scelto prodotti di qualità inferiore o diversa rispetto all’anno precedente è sempre superiore al 40 per cento. In particolare, si attesta al 43,4 per cento per il pane, al 49,2 per cento per la pasta, al 55,7 per cento per la carne, al 58 per cento per il pesce e al 53,7 per cento per frutta e verdura.

Sempre nel 2009, la spesa per generi alimentari e bevande, secondo le prime stime, ha rappresentato, in media, il 19,1 per cento di quella mensile totale ed è così ripartita: 3,2 per cento pane e cereali, 4,3 per cento carne, 1,6 per cento pesce, 2,7 per cento latte, formaggi e uova, 0,8 per cento oli e grassi, 3,4 per cento frutta, ortaggi e patate, 1,3 per cento zucchero, caffé e altri, 1,8 per cento bevande.

Saldi 2010 : anche online numerose occasioni

gennaio 15, 2010

Per chi non ne fosse a conoscenza, sono molti i siti dove è possibile acquistare prodotti  scontati per 365 giorni all’anno, senza dover per forza aspettare questo periodo.  Ecco allora,  qualche nome, da visitare quanto prima: Privalia, Saldi Privati, Buy Vip, Vente- privee, Private outlet. Il meccanismo è molto  semplice: bisogna registrarsi al sito (gratuitamente) e si entra automaticamente in una sorta di circolo. Gli acquisti a prezzi stracciati sono infatti riservati solo agli iscritti.  Una newsletter avvisa l’utente dell’apertura di una “vendita” (vari oggetti di una stessa marca). Collegandosi al sito si possono consultare i cataloghi di tutte le “vendite in corso”, scegliere i prodotti disponibili e acquistarli pagando con la carta di credito.

Gli sconti in molti casi sono davvero notevoli: in media  si va tra il 50% e il 70%.  Si trova qualunque cosa: capi di abbigliamento (con guide dettagliate che permettono di indovinare la taglia), elettrodomestici, borse, scarpe, vini, orologi, gioielli, oggetti di design. Tutto rigorosamente firmato ma, soprattutto, a prezzi stracciati.  Unico inconveniente è la consegna, che avviene in media 20 di giorni dopo l’acquisto.

Non va dimenticato, inoltre, che le spese di spedizione sono a carico dell’utente (solitamente non superano però i 10 euro).  Anche sul web, tuttavia, gli oggetti più fashion vanno a ruba. Per non farseli scappare è buona regola collegarsi la mattina presto, nel momento in cui si apre la vendita (generalmente intorno alle 7).   Un altro sito tra i più gettonati per gli acquisti on line è sicuramente  Yoox.com,  che propone abbigliamento e accessori di varie marche a prezzi scontati tutto l’anno, con ulteriori ribassi in concomitanza della stagione dei saldi, quindi conviene approfittarne proprio adesso. 

Non possiamo poi dimenticare eBay, dove sono molti i venditori (professionali e non) che svendono i loro oggetti in vari momenti dell’anno. In questo caso, però, la ricerca richiede un po’ più di tempo data la vastità dell’offerta ma, soprattutto, maggiore attenzione. Fondamentale, per non prendere sonore fregature, è consultare i feedback dei venditori. Se la percentuale di feedback positivi si avvicina al 100% il pericolo è quasi scongiurato.

Social Card : proroga in farmacia

gennaio 14, 2010

Torniamo a parlare di un argomento ben noto a molti, e cioè la Social Card. Questa , anche per il 2010, sarà utilizzabile, tra l’altro, anche per effettuare acquisti presso le farmacie italiane; a darne notizia è  stata la Federfarma dopo la  stipula, con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ed il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, della proroga a favore dei possessori della carta acquisti che, lo ricordiamo, sono coloro che, rispettando i requisiti di accesso, hanno un’età superiore ai 65 anni oppure trattasi di famiglie a basso reddito con bambini di età inferiore ai tre anni. In particolare, la social card è utilizzabile per gli acquisti in farmacia dove è esposta la locandina che individua l’adesione alla convenzione con la Federfarma.

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Il prestito delle parrocchie

gennaio 14, 2010

Grande novità nel mondo finanziario e del credito del consumo: arriva, infatti, il prestito direttamente elargito dai preti. A rilevare questa notizia è la famosa rivista cattolica Famiglia Cristiana, la quale segnala come la Chiesa, più spesso di quanto si creda, interviene con misure concrete – e quindi anche economiche – in favore delle classi socialmente ed economicamente disagiate. Ma vediamo, nello specifico, di cosa si tratta.
Il prestito, ovviamente, sarà elargito da una Banca vera e propria, ovvero la Banca di credito cooperativa e per il momento sarà indirizzata ad una utenza presente in un bacino geografico particolare: la città di Milano e dintorni. A garantire tali prestiti, a livello meramente capitale, saranno proprio i sacerdoti della zona prescelta.

Si tratta, a ben vedere, di una iniziativa veramente sui generis e particolare, poiché coinvolge, formalmente, più di 80 parrocchie variamente dislocate nel territorio della diocesi milanese, e il cooperativo sopraccitato.
Ma qual è l’impegno che si è assunto questo importante istituto di credito? In pratica esso erogherà prestiti fino a tremila euro (500 euro al mese), a ciascun richiedente. Questi, comunque, dovranno preventivamente chiedere la possibilità di avere questo beneficio – a tasso zero – alla propria parrocchia di appartenenza la quale, sostanzialmente, filtrerà le richieste ai vari sportelli e filiali che sono presenti sul territorio della provincia milanese. Gli intermediari finanziari, insomma e manco a dirlo, saranno i parroci.

L’entusiasmo e la serietà, allo stesso, tempo, mostrata verso questa iniziativa, viene espressa nelle parole del direttore generale dell’istituto Banca di credito cooperativa Ettore Fareri, il quale, interrogato su questo bizzarro ma utilissimo strumento ha dichiarato il seguente parere: “Chi meglio di loro infatti conosce la gente del territorio, può garantire sulla sua onestà ?”, ovviamente riferendosi ai parroci, quali soggetti atti ad identificare quei soggetti i quali hanno veramente bisogno di queste somme in questo periodo non propriamente facile e di importanti spese visto che l’anno nuovo è appena iniziato e le con esso tutte le spese da affrontare.

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