Cofidis: un prestito ricaricabile
febbraio 4, 2010
Le novità nel campo dei finanziamenti, prestiti e credito al consumo non si arrestano un attimo. L’ultima novità di questo settore, infatti, è la flessibilità del prestito ricaricabile, promosso e proposto agli utenti privati da Cofidis.
Si tratta, quindi, di un prestito che si caratterizza per leggerezza burocratica, veloce e quindi flessibile (magari perché richiesto per una spesa improvvisa o una evenienza dell’ultimo momento).
La cifra richiedibile è di massimo 5 mila euro e le rate di rimborso del piano di ammortamento parte da 30 euro mensili. Ma la novità è proprio nel rimborso, paradossalmente. Infatti, mano a mano che le rate vengono rimborsate, il capitale viene ricaricato dagli interessi e quindi in qualche modo rende disponibile, al debitore, una parte di liquidità aggiuntiva. Essa, inoltre, non è vincolata a nessuno aspetto e quindi può essere utilizzata come meglio si crede.
Che si tratti di una spesa medica o delle tasse universitarie, o magari di un guasto in casa, di una bolletta troppo salata relativa magari a un conguaglio, l’automobile da aggiustare così come la moto. E così via: sono queste le possibili cause che richiedono una disponibilità di credito immediata e veloce. Proprio come Cofidis propone. Il finanziamento è quindi veloce, richiedibile online attraverso la compilazione di un apposito form su internet. L’avanzamento della procedura di richiesta è sempre notificata al cliente (anche via sms, direttamente sul proprio cellulare). Non ci sono spese aggiuntive: né di istruttoria, né altro. La risposta sull’esito della domanda è velocissima: rispetto agli altri prestiti, infatti, la domanda di questa richiesta di credito viaggia su di una corsia “preferenziale”.
Inoltre, al prestito, può essere associata una polizza assicurativa che, in caso di eventi particolari e gravi, viene in soccorso del debitore, il quale evita, quindi di ritrovarsi nuovamente in difficoltà qualora gli eventi siano non vantaggiosi al consumatore. E di questi tempi, purtroppo, succede spesso.
Semplice è anche la documentazione da presentare: documento di riconoscimento, codice fiscale, eventuale busta paga da lavoro determinato o indeterminato, o anche moduli che attestano l’entrata di un reddito per i lavoratori autonomi (artigiani, professionisti, collaboratori, e così via). I pensionati, quindi, presentano il cedolino della pensione.
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