Italia : una famiglia su 3 non arriva a fine mese

Febbraio 4, 2010

Una famiglia su 3 non arriva a fine mese. Continuano per questo motivo  a ridursi le spese per tempo libero, vacanze, pasti fuori casa e non stupisce se, oggi, il 47,1% di famiglie veda peggiorata la propria situazione economica (2 anni fa erano il 37,6 per cento).
Dito puntato primariamente,  contro le banche: nonostante, denuncia l’annuale rapporto Italia, presentato, a Roma, dall’Eurispes, abbiamo ricevuto aiuti pubblici per circa 3mila miliardi di euro (più o meno il doppio del Pil italiano), di cui 1.264 miliardi solo in Europa (49 istituti destinatari), i prestiti destinati a risollevare il settore privato, famiglie e imprese, sono in costante calo: nell’area euro, a ottobre scorso, segnavano una diminuzione dello 0,8% su base annua e dello 0,3% su base mensile.

Le banche sono troppo care e distanti dalle esigenze delle famiglie. La bocciatura emerge dal sondaggio  che è stato condotto dall’Eurispes per il suo Rapporto Italia 2010. A giudicare eccessivamente onerosi i prestiti concessi dagli istituti e’ il 45,2% degli intervistati. Ma cio’ che maggiormente viene contestato al sistema creditizio e’ la sua lontananza dalle esigenze della gente comune. L’86,1% del campione ritiene infatti,  che le banche non siano in alcun modo (46,6%) o poco (39,5%) in grado di farsi carico dei problemi e delle necessità delle famiglie. Il 55,2% degli italiani e’ inoltre molto convinto che le banche diano credito solo a chi dimostra gia’ di possedere beni e l’84,1% le giudica esose.

Molta diffusa è anche  l’idea che le banche diano credito ai potenti indipendentemente dalle garanzie: appartiene al 71,5% degli intervistati. Il 75,7% degli italiani pensa che gli istituti di credito raccolgano i risparmi tra i piccoli per finanziare i grandi. Appena il 16,5% giudica le banche importanti per finanziare le imprese. Insufficienti anche i servizi offerti: il 78,4% del campione ne da’ un giudizio negativo o appena sufficiente.

La tornata di privatizzazioni di alcuni servizi pubblici inoltre, ha prodotto risultati abbastanza modesti sul fronte del miglioramento delle prestazioni a favore dei cittadini: il 61,9% degli italiani giudica alquanto deludente la qualità dei servizi resi dalle nuove Spa.

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