Gadgets religiosi: aumentano i prezzi
aprile 7, 2010
Lo scorso anno in concomitanza con la Pasqua un rosario di plastica poteva essere acquistato dai fedeli, in visita o in pellegrinaggio verso santuari e/o mete religiose, a 0,30 euro, mentre quest’anno non si trovava a meno di 0,50 euro ciascuno.
A rilevarlo è stato il Codacons che nei giorni scorsi ha mandato gli ispettori nei luoghi sacri per rilevare i prezzi degli oggetti di culto; dall’ indagine è emerso che i prezzi sono in aumento anche sulla fede degli italiani con percentuali che si aggirano intorno al 10-15%, con la conseguenza che un italiano a Pasqua nel visitare mete di pellegrini o importanti santuari ha pagato in media quattro euro in più rispetto allo scorso anno.
Carlo Rienzi, Presidente del Codacons, ha sottolineato in merito come neanche la processione rispetti l’inflazione; il tutto nonostante i numerosi appelli del Papa riguardo ad un mantenimento basso dei prezzi. Anche per la fede, quindi, gli italiani devono sborsare di più, spesso tanto per accompagnarla con oggetti di culto.
Anche i prezzi dei gadget religiosi, infatti, non appaiono più a buon mercato se si considera che il Codacons ha rilevato aumenti fino al 15% per una statuetta della Madonna; oppure i 15 euro in media chiesti per un crocifisso di plastica finto legno di quindici centimetri. L’Associazione dei Consumatori con i propri “ispettori” è riuscita a trovare un solo gadget che rispetto allo scorso anno non è aumentato di prezzo: questo è il libretto che racconta i miracoli della Madonnina di Civitavecchia; dieci euro costava l’anno scorso, e dieci euro anche quest’anno.
Ma poi ci sono anche le accensioni dei ceri nelle chiese, dove ai fedeli, quando non c’è offerta libera, si chiede almeno di donare un euro tondo tondo. Decisamente meno accettabile secondo il Codacons è comunque il proliferare di bancarelle fuori dai santuari e dalle chiese.
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