Istat : la crisi e i giovani

maggio 29, 2010

La crisi economica del 2008-2009 è stata la più grave dal dopoguerra e ha influito fortemente  sul sistema produttivo e sulle famiglie italiane: sono cresciuti infatti,  i tassi di disoccupazione e di inattività, soprattutto nei giovani. La disoccupazione giovanile, infatti, ha raggiunto quasi il 25% e ci sono 2 milioni di giovani che non studiano e non lavorano. Il reddito annuo procapite disponibile oggi è più basso di 360 euro rispetto a quello del 2000.  E questi sono soltanto alcuni dei dati che emergono dal Rapporto annuale dell’Istat sulla situazione dell’Italia. Vista la grave situazione, bisogna cercare  quindi possibili soluzioni per assicurare un orizzonte di prosperità alle generazioni attuali e a quelle future. Certo gli aspetti critici della nostra economia sono molti, a cominciare dalle caratteristiche dimensionali e di posizionamento settoriale delle imprese industriali e dei servizi, dalla bassa quota di investimenti pubblici al ritardo infrastrutturale di cui soffre il Paese. Per non parlare poi delle debolezze del sistema formativo delle giovani generazioni e degli adulti, dal sottoutilizzo delle risorse femminili al sottoinquadramento sul posto di lavoro che interessa oltre 4 milioni di persone e configura uno spreco di capitale umano inaccettabile. Ai giovani di oggi è chiesto un impegno straordinario e difficilissimo.

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