Tassi al minimo, prestiti crescono al Sud
maggio 22, 2010
Le notizie sui tassi sono ormai sempre uguali: i tassi scendi e gli italiani sperano di poter ottenere un mutuo a condizioni agevolate, tali da poter rendere accessibile l’acquisto senonché la ristrutturazione della propria abitazione o quella dei propri sogni e progetti.
Da Bruxelles e Francoforte in particolare, infatti, arrivano segnali di ripresa e incoraggiamento che stanno cavalcando l’onda dell’entusiasmo dei finanzieri e in un certo qual modo quella degli investitori: immobiliaristi in particolar modo.
Il bollettino mensile dell’Abi, infatti, l’associazione bancaria italiana, comunica che “i finanziamenti bancari hanno continuato a manifestare anche nel primo trimestre del 2010 una dinamica in accelerazione, superiore rispetto a quanto mostrato dagli altri sistemi bancari europei, principalmente concentrata nel mercato dei mutui per l’acquisto di abitazioni”. I tassi, infatti, si assestano al 2,56% (almeno quelli che riguardano la casa nelle sue molteplici sfaccettature).
Ottimo insomma, anche alla luce della decisione della Banca Centrale Europea (la BCE con sede a Francoforte e governata dal francese Trichet) di mantenere invariato il costo del denaro ad un punto percentuale (1%), che va a riconfermarsi come minimo storico.
Positivo anche il mercato dei prestiti concessi in Italia. Sempre l’Associazione delle Banche Italiane (la sopracitata Abi), infatti, pubblica i dati dei prestiti disaggregati per regione, proprio per rendere la dinamica e i processi del prestito bancario erogato alle famiglie o ai singoli soggetti privati.
Ne emerge che la regione con il più alto tasso di crescita è la regione Puglia, che arriva ad un +13,2%, subito seguita dalla penisola nella penisola: la Calabria, con un forte ed eloquente (a livello tanto economico quanto sociale) + 11,7%. Più indietro le regioni Campania, Toscana, Molise, Lazio, Abruzzo, Liguria (con cifre di maggiorazione che variano dal 9,6% all’11,2%).
Ritmi abbastanza blandi di crescita in Valle d’Aosta, Emilia Romagna, Piemonte, Trentino Alto Adige, con crescite tra il 6 e il 7%.
Da considerare però, i macrodati a livello nazionale, quelli cioè, che rilevano quanta quota di mercato assoluta appartiene a una regione. La Lombardia, ovviamente, la fa da padrona con il 22% circa di quota di prestiti nazionali posseduta. Seguono Lazio, Emilia Romagna, Veneto, ma con percentuali molto inferiori (anche meno della metà)
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