Focus sui cicli economici

giugno 30, 2010

Le variabili generali dell’economia e della finanza sono importanti per le aziende poiché queste sono allo stesso tempo “produttrici” e consumatrici di risorse economiche. Nello stesso tempo, i cambiamenti nell’economia e nelle attività economiche influenzano il consumo, la produzione e la vendita di beni e servizi da parte non solo delle imprese ma anche dei consumatori.

L’andamento dell’economia influenza gli sviluppi finanziari delle imprese e ha un impatto sui loro conti economici e sulle scelte a disposizione dei manager.
L’andamento e i cambiamenti di segno dell’economia definiscono quello che è spesso chiamato il “ciclo economico”. I manager ne devono tener conto dal momento che i cicli economici influenzano i ricavi, i costi e la disponibilità delle forniture, i profitti, la produzione e l’occupazione.
Le espansioni e contrazioni dell’economia sono oggetto di studio da circa tre secoli. All’inizio del ’900, furono imputati all’andamento degli investimenti ed alle dinamiche dei prezzi e dei costi e spiegati dalle teorie dell’onda lunga. In seguito furono interpretati da Jonh Maynard Keynes come il risultato delle pressioni autogenerate dalla volatilità degli investimenti che portano alla recessione ed alla ripresa economica. Oggi, molti economisti spiegano il ciclo economico come un fenomeno naturale che si auto-riproduce per la contrapposizione tra forze economiche che creano prosperità ed altre che vi si oppongono.

Questo accade poiché nei periodi di sviluppo economico si espande e si incrementa la capacità produttiva con una crescita dei costi operativi, dei salari e dei benefits così come dei costi relativi alle forniture, agli affitti e ai tassi d’interesse sui crediti a breve termine. Alla fine di questo processo, cresce la produzione, ma la domanda e gli investimenti subiscono una flessione, cui seguono restrizioni del credito, e quindi il rallentamento della crescita con conseguente riduzione della produzione e dell’occupazione da parte delle imprese.
Anche se i processi di espansione e contrazione sono un dato di fatto, gli economisti ancora dibattono se esista davvero un ciclo economico dal momento che la periodicità e l’ampiezza delle oscillazioni non hanno sempre la stessa consistenza. Nel linguaggio comune degli economisti e dell’industria, si parla sempre però di cicli per indicare i movimenti ascendenti e discendenti dell’economia.
Se una contrazione del ciclo economico è molto forte, può trasformarsi in recessione o in una fase di depressione. Una depressione è una recessione profonda e prolungata. Le recessioni e le depressioni possono essere generate da shock subiti dal sistema economico come effetto di un calo delle risorse chiave, di politiche fiscali o monetarie, o di problemi che insorgono su alcuni mercati di esportazione.

Di norma, le aziende e gli investitori subiscono perdite durante le recessioni, a causa di un calo dei ricavi e di solito dei profitti. Le conseguenze delle recessioni e della depressione sono il calo delle vendite, della produzione e dell’occupazione. Quando l’economia si riprende, questo processo si ribalta. Allora la domanda ricomincia a crescere, le aziende migliorano la performance finanziaria e ricominciano ad investire maggiori risorse in pubblicità e in attività di marketing.

Gli effetti della recessione variano secondo la profondità dell’oscillazione ed il numero dei settori economici coinvolti. È chiaro, però, che quando il PIL decresce sino ad assumere valori negativi, calano notevolmente le spese pubblicitarie. Il tasso di riduzione degli investimenti pubblicitari è maggiore del tasso di riduzione del PIL.

Carte prepagate : novità per i giovani

giugno 30, 2010

I ragazzi che andranno in vacanza studio o in viaggio all’estero quest’ anno , potranno portarsi con loro una carta  prepagata per ogni evenienza.

“Le soluzioni sono molteplici – spiega Bruno Iambrenghi Business Development Manager di Supermoney – per evitare di portarsi appresso del denaro contante ci sono i tradizionali travellers’ cheque, ma anche i bancomat e le carte di credito. Il sistema più congeniale però per viaggiare tranquilli e sicuri sono le carte prepagate: i rischi sono limitati, si possono ritirare immediatamente presso gli sportelli bancari o postali, spesso sono ricaricabili anche da terzi e permettono di fare acquisti in tutto il mondo nei negozi che espongono il marchio Cirrus/Maestro o Matercard”.

Grazie al sistema di confronto delle carte di credito di Supermoney  di seguito vi riportiamo una classifica delle prepagate più convenienti per i giovani, selezionandole tra le offerte di 19 operatori del settore.

La prima carta prepagata,  è carta IW Bag di IWBank. Ricaricabile fino ad un importo massimo di 3mila euro è sicura in quanto non è collegata al conto corrente, il rischio di frode è limitato alla somma caricata e in caso di furto o smarrimento della carta è possibile ottenere il rimborso.

La seconda carta prepagata in ordine di convenienza è Carta Flash di Intesa Sanpaolo. Emessa al costo di 4,90 euro può essere ricaricata (anche da terzi) fino a un massimo di 5mila euro e il limite di prelievo giornaliero presso sportelli automatici è di 500 euro. Utilizzabile in Italia e all’estero sia per fare acquisti presso i negozi convenzionati con i circuiti Maestro e Cirrus che per prelevare denaro contante presso gli sportelli automatici, non prevede canoni annuali e le spese di ricarica variano molto a seconda del sistema utilizzato.

Sul terzo gradino del podio traviamo la carta prepagata più utilizzata in Italia Postepay Standard di BancoPosta. Adatta a chi non ha un conto corrente, permette di acquistare online e in tutto il mondo negli esercizi commerciali che espongono il marchio VISA e VISA Electron. Ricaricabile fino a un massimo di 3mila euro prevede un canone di attivazione pari a 5 euro e costi di ricarica di un euro.

Mare : ecco le Regioni meno care

giugno 30, 2010

E’ aumentato in media del 2,3%, rispetto allo scorso anno, il costo per trascorrere una giornata al mare, così come avevamo già anticipato in questa sede. La buona notizia è però che ci sono anche delle Regioni italiane,  più abbordabili. Al riguardo, infatti, l’Associazione del Consumatori rileva come una giornata al mare in Sicilia costi il 27,8% in meno rispetto alla media nazionale; bene anche la Puglia dove rispetto ai 98 euro della media nazionale si spende per una giornata al mare il 23,6% in meno.

Le Regioni più care, e quindi potenzialmente meno accessibili, sono invece la Liguria, la Toscana e la Sardegna, con quest’ultima i cui prezzi per una giornata al mare sono doppi rispetto alla Puglia. Il rischio, secondo il Presidente dell’Adoc, Carlo Pileri, è che quest’anno molti italiani possano vedere il mare solo in cartolina. Basti pensare che rispetto allo scorso anno sono aumentate quasi tutte le voci di spesa collegabili ad una giornata al mare: a fronte dei costi di parcheggio, stabili rispetto al 2009, sono infatti aumentati i prezzi del lettino, quelli del biglietto di ingresso presso lo stabilimento balneare, ma anche l’ombrellone e la sdraio unitamente ai panini, ai gelati ed al caffè.

Energia elettrica: dal 1 luglio costa meno

giugno 28, 2010

Quello di utilizzare gli elettrodomestici durante la notte o durante il weekend è, da sempre, un consiglio per evitare prezzi troppo alti in bolletta. Dal 1° luglio 2010,  chi consumerà elettricità dalle 19 alle 8 di mattina nei giorni feriali, oppure durante il weekend e i giorni festivi, avrà una bolletta più leggera. Lo prevedono i nuovi prezzi biorari, stabiliti dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas, che differenziano la tariffa in base all’orario del consumo.

Così ogni consumatore potrà pagare in modo più equo l’energia che consuma, avvicinandosi al vero costo di produzione dell’elettricità che varia a seconda dei diversi momenti. Le prime famiglie italiane che riceveranno la prima bolletta calcolata con i prezzi biorari saranno circa 4 milioni e mezzo e gradualmente il sistema verrà esteso a tutte le famiglie che hanno già un contatore , in grado di leggere i consumi nelle diverse ore. Ad agosto 2010,  le famiglie italiane saranno 11 milioni, ad ottobre 15,5, a dicembre 20 milioni, fino a coinvolgere tutte quelle che non hanno cambiato contratto scegliendo fra altre offerte sul mercato libero. Per aiutare i consumatori a capire quali consumi, nella specifico, conviene spostare nei momenti più favorevoli, l’Autorità ha messo a disposizione sul proprio sito il PesaConsumi, una sorta di  simulatore che aiuta a valutare i propri consumi in ogni ipotesi di utilizzo dei vari elettrodomestici.

Gli elettrodomestici, infatti, non consumano tutti nello stesso modo: il simulatore in questo caso  consente di calcolare quanto i singoli elettrodomestici di casa influiscano in percentuale sui consumi complessivi. L’Autorità ha reso disponibili anche prezzi biorari “a richiesta” che prevedono differenze di prezzo maggiori, più aderenti ai diversi costi all’ingrosso dell’elettricità nei diversi momenti: chi volesse da subito l’applicazione di questi prezzi, potrà farne domanda al proprio fornitore. Per avere altre informazioni è a disposizione lo Sportello per il consumatore dell’Autorità: numero verde 800.166.654, dalle 8 alle 18 di ogni giorno lavorativo.

Casa: ecco casainpermuta.it

giugno 27, 2010

Si chiama CasaInPermuta.it ed è il primo portale dedicato alla permuta immobiliare.
La permuta permette un forte risparmio economico andando sostanzialmente a dimezzare le imposte dovute e i costi notarili.

Tuttavia non è molto utilizzata perché è molto difficile far incontrare la richiesta con l’offerta.
Ma da oggi grazie al nuovo  sito CasaInPermuta, gratuitamente, sia i proprietari che gli agenti immobiliari, possono inserire la scheda dell’immobile offerto e la descrizione dell’immobile ricercato ed abbinare le due opzioni.
A differenza dei classici portali immobiliari ogni annuncio è formato da due schede collegate fra loro, quella dell’immobile e quella della richiesta.
Come funziona Casainpermuta? Il servizio prima di tutto  è gratuito. Ci si iscrive e come dato personale si lascia solo la mail. Poi si accede in un’area dove inserire la propria offerta di permuta, con scheda descrittiva dell’immobile, foto e quanto ognuno ritiene di elencare. E dopo l’offro,  si compila subito pure il cerco, eventualmente abbinando più opzioni collegate.
Contrariamente alla carta, il mezzo Internet consente di pubblicare l’interfaccia.  E di creare immediato contatto tra le parti. Spesso, si sa, l’accordo vien via via discorrendo. O confrontandosi on line.

Pedaggi autostradali : ecco alcune novità

giugno 27, 2010

La manovra finanziaria, approvata dal Governo, ed attualmente in fase di discussione in Parlamento, non introduce nuove tasse ma congela gli stipendi nel pubblico impiego e, tra l’altro, introduce anche aumenti tariffari sui pedaggi unitamente all’introduzione ex novo in corrispondenza di numerosi raccordi. Insomma, se non aumenta la pressione fiscale di sicuro per le famiglie italiane ed in particolare per gli automobilisti arrivano altre cattive notizie.

Infatti, secondo quanto riporta l’UNC, Unione Nazionale Consumatori, l’aumento dei pedaggi autostradali arriverà anche a toccare  il 5%; nel dettaglio, in base agli incrementi tariffari a chilometro definiti nella manovra, un’autostrada come la Roma – Napoli, per un veicolo, verrà a costare 11,80 euro rispetto agli attuali 11,60 euro con un incremento dell’1,7%. Sono 0,20 euro in più a veicolo che però diventano 0,60 euro, passando da 15 a 15,60 euro, per il transito di un Tir di classe 3. Per i raccordi autostradali, e per autostrade come la Salerno-Reggio Calabria, il rischio di introduzione dei pedaggi c’è ma non è stato ancora definito.

Al riguardo, infatti, l’Unione Nazionale Consumatori sottolinea come il Governo debba prima approvare un apposito Decreto che definisca le strade oggetto dell’istituzione del pedaggio; dopodiché queste strade dovranno essere pronte a livello infrastrutturale con la presenza dei caselli ed a fronte di un periodo transitorio che terminerà il 31 dicembre del prossimo anno.

Titoli di Stato, risparmo (quasi) assicurato

giugno 26, 2010

I Bot, i buoni ordinari del tesoro – conosciuti anche col nome comune di titoli di Stato – si confermano ancora una volta un titolo tra i più sicuri sui quali investire. Questo anche e soprattutto in un clima economico come quello attuale, con la crisi che sembra non volerci abbandonare.

I Bot, insomma, insieme a obbligazioni e Ptc sono un titolo per risparmiare, con rendimenti abbastanza scuri (la certezza non è mai matematica) e con rendimenti acettabili; ma non devono essere sottovalutati i costi legati alle spese e alle commissioni. Le borse altalenanti, infatti, non garantiscono un rendimento, e le operazioni si fanno troppo rischiose per chi non ha le spalle coperte da grossi capitali. Sono sempre i titoli per il risparmio preferiti, i buoni del tesoro o i CCT e CTZ. Anche perché, nel caso peggiore di perdita, gli importi delle commissioni devono essere ridotti fino ad eguagliare i rendimenti: quindi, nell’ipotesi peggiore si hanno rendimenti pari a zero: impossibile arrivare al di sotto.

A rappresentare una delle voci di costo sono le spese di gestione e di amministrazione per i depositi bancari. Le regole sulla trasparenza ci dicono che tali costi non possono superare i 10 euro ogni sei mesi: bene quindi controllare sul proprio estratto conto i moviemnti relativi a queste voci di spesa.

Soprattutto, molti istituti bancari presso cui ci si rivolge per gli investimenti in Bot non dicono che è possibile richiedere tassi minori, e questo va tutto a loro vantaggio. È bene, poi, che l’investitore sappia che la somma di 10 euro è un limite massimo a prescindere dall’importo investito, dalla durata del titolo su cui si investe e dalla loro tipologia. Purchè siano titoli di Stato.

Un europeo su 6 non riesce a pagare le bollette

giugno 26, 2010

Un cittadino europeo su sei, durante il 2009, almeno una volta non ha avuto i soldi per pagare le bollette o per fare la spesa e uno su cinque ha avuto difficoltà nel continuare a pagare le bollette e le rate del mutuo, a maggio 2010. Il 3% si trova in situazione di morosità per quanto riguarda alcune fatture e rate del mutuo ed il 2% ha seri problemi finanziari ed è in mora per molti di tali pagamenti. Ed ancora, tre quarti degli europei ritengono che la povertà sia aumentata nel proprio paese durante l’ultimo anno. Questo è il quadro che emerge dall’indagine Eurobarometro sulle conseguenze sociali della crisi, effettuata nel mese di maggio e presentata dalla Commissione europea.

Per 3 europei su 10 le difficoltà maggiori sono state nel sostenere i costi dell’assistenza sanitaria, ai bambini o di lunga durata per loro o per i loro familiari negli ultimi sei mesi: per l’11% la situazione è diventata “molto più difficile” e per il 18% “un po’ più difficile”. Un europeo su 6 non è molto sicuro o non lo è per nulla, di non perdere il lavoro e quasi la metà dei cittadini pensa che sia abbastanza improbabile o assolutamente improbabile ritrovare un nuovo lavoro entro sei mesi in caso di licenziamento.

Infine, per quanto riguarda le entrate per il futuro, il 73% dei cittadini dell’Unione o si aspetta chiaramente prestazioni pensionistiche ridotte o ritiene di dover posticipare la propria pensione o risparmiare di più per la vecchiaia. Il 20% teme seriamente che il proprio reddito durante la vecchiaia sia insufficiente a garantire una vita dignitosa ed il 34% se ne preoccupa. In 17 Stati membri la maggior parte degli intervistati teme seriamente o si preoccupa che il proprio reddito durante la vecchiaia non consenta di condurre una vita dignitosa.

Alberghi low cost : ecco HotelYo

giugno 24, 2010

Dormire in un albergo  a cinque stelle spendendo pochi euro è molto semplice con  HotelYo, il  nuovo portale che ogni settimana propone camere in alberghi di lusso sparsi in tutto il mondo alla modica cifra di nove euro.
HotelYo nasce dalla collaborazione di JAkala e Babotel, aziende leader nel settore del marketing nel settore turistico, e permette di usufruire di sconti molto vantaggiosi ed esclusivi su hotel di quattro e cinque stelle selezionati  ovviamente dallo staff, prima di essere approvati. Il tutto funziona molto semplicemente, infatti, basta iscriversi al sito, fornendo una mail reale ed aspettare la pubblicazione di offerte strepitose.

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Bonus Casa : ecco alcune novità

giugno 24, 2010

In materia di agevolazioni fiscali per la prima casa,  occorre fare molta attenzione al vincolo legato alla maturazione della residenza che il Comune deve riconoscere entro un ben preciso termine.

 Non basta infatti abitare in quella che per il cittadino è diventata la prima casa per potersi avvalere di agevolazioni fiscali come, ad esempio, l’esenzione dal pagamento dell’ICI. A dimostrarlo è stata una sentenza della Cassazione, emessa martedì 15 giugno 2010. Di conseguenza, quando si compra una nuova casa e questa, magari per un cambio di luogo di lavoro, diventerà la prima casa, occorre come prima cosa ottenere la residenza affinché poi non nascano problemi con il fisco in merito alle agevolazioni fiscali, quindi bisogna sempre prestare la massima attenzione. Non potendo dimostrare con la residenza che un immobile è adibito a prima casa, ne consegue che, ad esempio, scatta il pagamento dell’imposta comunale sugli immobili (Ici) che per il 2010, lo ricordiamo, è scaduto lo scorso 16 giugno 2010; la posizione può essere sanata, per chi non avesse pagato, entro 30 giorni di ritardo con una sanzione ridotta al 2,5%, altrimenti occorre poi andare a pagare una sanzione pecuniaria del 30%

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