Rate: le famiglie sono in difficoltà
giugno 13, 2010
Il mercato internazionale non è in crisi come nei mesi precedenti, ma l’economia reale non si è ancora ripresa del tutto. Le imprese – e in particolar modo le piccole e medie imprese PMI – come anche le famiglie e i piccoli risparmiatori in genere, infatti, sono sempre alle prese con le solite difficoltà di pagamento e sempre sull’orlo dell’insolvenza, e a chiarirlo è ancora il solito bollettino pubblicato dalla Banca Centrale Italiana (Bankitalia).
Lo studio, infatti, rivela come le famiglie italiane, contraenti prestiti e più in particolare mutui, sono in affanno coi pagamenti, cosa che non giova alla cosiddetta economia reale, quella quotidiana fatta di rate, lavoro, acquisti più o meno durevoli, affitti, casa e ristrutturazioni.
Ad aumentare, quindi, non sono gli effetti positivi riguardanti le misure monetarie ed europee sui tassi (rilanciati dalla Banca Centrale di Francoforte e ben comunicate agli operatori del settore dal suo eurogovernatore francese Trichet), ma gli effetti ancora negativi si una situazione congiunturale non ancora pienamente chiarita – nelle misure intraprese atte a correggerla – e alle rilevanti conseguenze di un contesto economico e lavorativo non propriamente sano e nemmeno sulla via della stabilizzazione occupazionale (vero tasto dolente dell’economia del bel paese). Infatti, se il tasso dei non occupati non è poi così negativo se guardiamo gli altri paesi della zona euro, non è nemmeno un mistero il fatto che l’aumento di precarietà e incertezza fanno del nostro contesto produttivo e occupazionale un settore sociale malato, in attesa di interventi mirati ma sopratutto strutturale, al di là delle singole misure settoriali tanto declamate dalle organizzazioni di settore come anche dai sindacati.
Così a livello creditizio, suona la carica delle famiglie in difficoltà coi rimborsi di rate di prestiti e mutui. La relazione annuale di palazzo Koch in via Nazionale a Roma, inoltre parlano di possibili aggravi nei prossimi mesi. I prestiti incagliati, quindi, segnano una percentuale di quasi 3 punti (2,8 per la precisione), a marzo di quest’anno. Un aumento di quasi mezzo punto percentuale se si prende a riferimento il dato dello scorso anno nello stesso periodo (primavera 2009).
Sono aumentate così anche le insolvenze vere e proprie: +0,3% rispetto all’anno precedente (+1,3% il dato di picco riferito al quarto trimestre): “In prospettiva grava sulla capacità di rimborso dei prestiti la difficile situazione del mercato del lavoro, che avrà conseguenze sulla dinamica del reddito disponibile” comunicano da Bankitalia.
Sono diminuiti i mutui per l’acquisto della casa (-3%), poiché la crescita è risultata dell’1,8%, per lo più stipulati a tasso variabile (l’80% contro il 64 del 2009). Insomma, i mercati fanno meno paura, ma la spesa complessiva si, perché nel 2009 i mutui sono diminuiti del 9% rispetto all’anno prima, per un totale di 50 miliardi erogati.
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